Le idee di 2 startup per mantenere la distanza sul lavoro nella fase 2

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(Foto: Matipay)

Con l’avvio della ‘fase 2’ dell’emergenza Covid-19, da lunedì 4 maggio sono stati 4,4 milioni gli italiani che hanno ripreso a recarsi al lavoro: circa il 19 per cento del totale, che si aggiunge – come dicono i dati Istat analizzati dalla Fondazione Studi Consulenti del Lavoro –  al 69,6 per cento degli addetti che non ha smesso di recarsi nelle aziende neanche durante le settimane del lockdown.

Ciò che li accomuna tutti è la nuova normalità fatta di precauzioni e distanza fisica da applicare anche all’interno dei luoghi di lavoro: in particolare negli spazi comuni, come gli ingressi o quelli dedicati alle pause. Per venire incontro a queste nuove esigenze non si sono fatte attendere delle soluzioni tecnologiche, come quelle sviluppate da due giovani imprese italiane, Blimp e Matipay, allo scopo di cercare di aumentare la sicurezza dei lavoratori favorendo il distanziamento.

Beat 19, un sensore per monitorare la distanza 

Blimp è nata nel 2017 all’interno di e-Novia, la ‘fabbrica di imprese’ basata a Milano che si occupa di strutturare delle aziende a partire dalle idee e dai brevetti sviluppati in collaborazione con realtà universitarie italiane – come il Politecnico di Milano e l’Università di Bergamo – e internazionali. La tecnologia sviluppata dalla startup, spiega il suo fondatore, Alex Buzzetti, ha l’obiettivo di misurare “come si comportano e come si muovono le persone in ambienti fisici, attraverso un sensore basato su videocamera in grado di inviare in tempo reale informazioni sul flusso di veicoli e pedoni, e di profilarli in base a criteri come la tipologia (per i veicoli), il genere, l’età e lo stato emotivo (per le persone)”.

Un esempio di installazione del sensore Blimp (Foto: Blimp)

Il sistema si basa su un dispositivo di analisi visiva, chiamato ‘head counter’, in grado di rilevare la densità di persone in uno spazio delimitato che può arrivare fino a 60 metri di distanza, inviando i dati a una piattaforma cloud che li analizza per mezzo di un’intelligenza artificiale. Tutto il processo, garantisce Buzzetti, è caratterizzato dal massimo della sicurezza: “Le immagini catturate dal sensore – che non è una telecamera – sono processate direttamente al suo interno, e subito eliminate. Al cloud centrale arriva solo un numero, un dato anonimo e aggregato. Inoltre, in tutti i luoghi in cui l’apparecchiatura è installata ci sono dei cartelli informativi su come i dati vengono utilizzati”.

Questi luoghi sono principalmente i pannelli della pubblicità stradale sia cartacea che digitale, le attività commerciali “dove i sensori – continua Buzzetti – permettono di capire qual è la reazione dei clienti davanti alle vetrine o come essi si muovono all’interno del negozio, ma anche altri ambienti indoor come palestre, mezzi pubblici o aeroporti tra cui quello di Venezia”. E poi gli eventi come le fiere oppure “l’ultima Mille Miglia, dove i nostri dispositivi installati sulle auto hanno misurato tutti gli spettatori presenti a bordo strada”.

Nella cornice di questo sistema, “per provare a supportare la ripresa dell’attività” dopo la fase acuta dell’epidemia, Blimp ha sviluppato una soluzione che ha chiamato Beat-19, “pensata per garantire le condizioni di sicurezza”, spiega l’ad dell’azienda: “Abbiamo addestrato il nostro dispositivo a misurare la distanza tra le persone e a riconoscere l’utilizzo o meno delle mascherine”. Il sistema è poi collegato direttamente a degli altoparlanti per diffondere dei segnali acustici di avvertimento nel caso in cui l’affollamento di uno spazio superi i livelli considerati sicuri.

In questa fase, a Blimp si sono rivolti “moltissimi system operators che lavorano con aziende e attività commerciali e che stanno proponendo il nostro sistema ai loro clienti”, ma anche alcune amministrazioni pubbliche: proprio tra pochi giorni, conclude Bizzetti, “in collaborazione con un grande player internazionale installeremo il sistema su tutto il lungomare di una città romagnola, e poi avvieremo dei progetti in almeno altre due città”.

‘Take 5’: alle macchinette senza affollamento

Se Blimp guarda ai grandi spazi, la soluzione proposta da Matipay – azienda del settore fintech finanziata da Neva Finventures (gruppo Intesa Sanpaolo) – è stata invece pensata per la gestione dell’accesso ai distributori automatici di cibi e bevande, prenotando il proprio turno via app per evitare l’affollamento. Un tema rilevante se si pensa che l’Italia è il primo paese europeo per numero di ‘macchinette’ installate: oltre 822 mila, di cui oltre il 60 per cento in ambienti professionali pubblici e privati.

(Foto: Matipay)

Creata nel 2015 nella divisione iot di Sitael, attraverso un modulo elettronico installato sui distributori automatici (e adattabile a tutti i tipi di apparecchi, anche quelli più vecchi) Matipay consente di pagare i prodotti per mezzo dell’app scaricata sullo smartphone, avvicinandolo al modulo. Attualmente, il sistema è presente su circa 40 mila vending machines, mentre l’app è utilizzata da oltre 500 mila utenti.

Le stanze dove sono collocate le macchinette – racconta a Wired l’ad di Matipay, Matteo Pertosa – sono uno dei punti in cui si creano più rischi di contagio. Per questo motivo nelle ultime settimane molti dei nostri clienti sono venuti a chiederci di disattivarle del tutto, e quindi abbiamo cercato una soluzione che consentisse loro di mantenerle operative”.

(Foto: Matipay)

È nata così una nuova funzionalità disponibile all’interno dell’app di Matipay, ‘Take 5’: un sistema di prenotazione che dà all’utente la possibilità di verificare direttamente dal proprio smartphone il numero di persone presenti nei pressi del distributore. “Questa soluzione – continua il manager – da un lato permette di gestire la prenotazione di uno slot di pausa, dall’altro consente di capire se nei pressi delle macchine ci sono degli affollamenti significativi”: caso in cui i distributori potranno disabilitarsi automaticamente.

Per tutte le imprese nostre clienti questa soluzione è gratuita, e sono molte quelle che la stanno installando”, conclude Pertosa, spiegando che la funzione ‘Take 5’ offrirà inoltre alle aziende la possibilità di avviare facilmente la distribuzione di mascherine, gel disinfettanti e altri mezzi di protezione individuale necessari negli ambienti di lavoro più affollati: da questo punto di vista, “la grande diffusione dei distributori automatici, presenti in ogni azienda, è una risorsa unica che il Paese potrebbe sfruttare per una veloce e capillare diffusione di tutti i dispositivi necessari a garantire la sicurezza dei cittadini”.

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