Il piano di Francia e Germania per la ripresa dell’economia europea

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(foto: Andreas Gora – Pool/Getty Images)

Il 23 aprile gli stati membri dell’Unione Europea erano riusciti a convergere su un accordo per la creazione di un recovery fund, un fondo europeo per la ripresa per aiutare i paesi europei più colpiti dalla diffusione del coronavirus. Era stato poi delegato alla Commissione Europea il compito di presentare una proposta che stabilisse modalità e struttura del suddetto. A indirizzare il tema sono state anzitutto Francia e Germania che, durante una conferenza stampa congiunta tenuta dal presidente Emmanuel Macron e dalla cancelliera Angela Merkel, hanno esposto il proprio piano per la ripresa dell’economia europea. Si tratta di un fondo dal valore di 500 miliardi di euro finanziato dall’emissione sul mercato di bond a lunga scadenza. I soldi ricavati verrebbero poi distribuiti ai vari paesi non sotto forma di prestiti, ma attraverso sussidi a fondo perduto. La proposta ha ricevuto il placet del presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen – che ha parlato di “proposta costruttiva che riconosce la portata e la dimensione della sfida economica che l’Europa deve affrontare” – e anche del governo italiano che lo ha definito “un gran risultato”.

Come dovrebbe funzionare il fondo

La proposta di Francia e Germania cerca di venire incontro alle istanze di tutti i paesi membri e, soprattutto, di sanare le divergenze tra stati del Nord Europa – favorevoli a un piano d’intervento basato su prestiti e regolato da misure variamente rigide – e quelli del Sud – più colpiti dall’emergenza sanitaria e quindi più in stato di necessità di sussidi a fondo perduto.

Il fondo franco-tedesco sarebbe gestito dalla Commissione Europea e, grazie all’emissione di bond a lunga scadenza, creerebbe una sorta di debito pubblico europeo condiviso tra gli stati che, negli anni, poi verrebbe ripagato da tutti in modo equo. I fondi raccolti, come si legge nel documento presentato, verranno distribuiti tramite sussidi (per cui non è prevista alcuna restituzione) ai “settori e alle regioni più colpite, sulla base dei programmi di bilancio dell’Ue e in linea con le priorità europee”. Rispetto alle proposte avanzate nelle settimane precedenti, il fondo ha dimensione contenute e la gestione dei soldi non sarebbe di competenza dei singoli stati. Proprio in merito a questo, Spagna e Italia hanno sottolineato come si tratti di “un primo passo nella giusta direzione”, ma che il recovery fund deve essere necessariamente ampliato.

Anche i paesi più hardliner a favore dell’austerità economica hanno risposto alla proposta di Macron e Merkel: il cancelliere austriaco Sebastian Kurz ha riferito di aver avuto un colloquio telefonico con i primi i primi ministri di Danimarca, Paesi Bassi e Svezia e che questi ultimi hanno trovato un’intesa che verte su “aiutare i paesi più colpiti, ma solo con prestiti”. Questi stati spingono per l’accantonamento dei sussidi a fondo a perduto, e vorrebbero puntare su delle forme di credito rimborsabili.

Benché il fondo rappresenti la parte più corposa del piano di Francia e Germania, i due paesi hanno presentato anche altre proposte: maggiore cooperazione tra paesi in materia sanitaria (come nello studio dei vaccini), investimenti per digitalizzazione e per combattere il cambiamento climatico e promozione del mercato unico e della libera circolazione delle persone, in linea con i principi del Trattato di Schengen.

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