Abbiamo un problema con le fake news sul coronavirus su Tiktok

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TikTok  (Photo by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images)

I teorici della cospirazione, dopo essersi trovati più volte ostacolati dalle misure di fact checking adottate da Twitter, Facebook e altri social network, si stanno spostando su TikTok per diffondere le loro fake news sul coronavirus. A differenza di altre piattaforme, TikTok non ha compiuto nessuna modifica sostanziale sulla gestione delle fake news. Le regole più permissive del social network cinese hanno consentito ai teorici della cospirazione di trovare un terreno fertile sul quale diffondere le loro tesi.

Dopo la diffusione del documentario Plandemic, un filmato contenente notizie false e più volte smentite riguardo l’origine e la diffusione del coronavirus, piattaforme come Facebook, Twitter e YouTube si sono immediatamente adoperate per rimuovere il video incriminato. Un procedimento in corso tutt’ora per via dei numerosi re-upload che i teorici della cospirazione continuano a compiere per diffondere il documentario.

Secondo i dati raccolti dal fact checker Fist Draft, numerosi frammenti del documentario sono stati caricati su TikTok facendo registrare un picco di 62 nuovi caricamenti con l’hashtag #Plandemic il 12 maggio. “La piattaforma è stata inghiottita dalla stessa ondata di teorie della cospirazione legate al coronavirus prevalenti su altre piattaforme di social media” spiega First Draft sul suo sito.

Il problema di TikTok”, spiega a BuzzFeed Laura Garcia, responsabile della della formazione e del supporto di First Draft, “è che la piattaforma stessa è fatta per essere super condivisibile. Non è tanto il materiale creato su TikTok, ma quanto lontano può viaggiare”.

L’analisi di First Draft ha infatti individuato 226 video caricati su TikTok con il tag #scoprendo che quei video hanno prodotto 537.168 interazioni. Di queste interazioni 210.433 provengono da soli 10 video dimostrando così l’ampiezza della portata che un piccolo numero di video può avere su TikTok.

L’algoritmo che suggerisce i video, per di più, aiuta la diffusione di questa tipologia di contenuti suggerendo anche i video caricati da profili che non hanno nulla a che fare con i tiktoker che un utente segue. Questi contenuti vengono proposti perché l’algoritmo prevede che possano interessare all’utente basandosi sulla tipologia di video guardati. Ciò significa che se un utente guarda un video contenente teorie cospirative, è probabile che l’app gliene proporrà altri amplificando la disinformazione. A seguito dell’indagine di First Draft, TikTok ha fatto sapere che “abbiamo implementato una serie di misure per limitare la potenziale diffusione della disinformazione relativa al coronavirus”.

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