Per i rider l’obbligo di copertura assicurativa c’è ma i soldi non arrivano

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Un rider di una compagnia di food delivery . Foto LaPresse – Claudio Furlan

In molti casi sono tra quelli che hanno continuato a lavorare anche durante il lockdown, e spesso lo hanno fatto in condizioni di scarsa sicurezza. Ora per i lavoratori della gig economy, e in particolare per i rider che lavorano per le piattaforme di food delivery emergono ulteriori problemi sul fronte delle tutele, perché in molti casi tardano ad arrivare anche i pagamenti delle diarie per infortunio.

A denunciare questa situazione sono gli stessi lavoratori, che nelle scorse settimane hanno segnalato al sindacato di categoria Uiltucs dei ritardi fino a tre mesi nei pagamenti da parte dell’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) per la copertura assicurativa. Inoltre, questo genere di ritardi sembra al momento riguardare soltanto i rider, perché nel caso di altri lavoratori i pagamenti sono arrivati nei tempi stabiliti.

Va ricordato che dallo scorso febbraio per le piattaforme di food delivery è scattato l’obbligo di iscrivere i fattorini che lavorano per loro al registro Inail, così da permettere anche ai rider di accedere alla stessa copertura assicurativa prevista per i lavoratori dipendenti. Si tratta di un’ulteriore conquista per i quasi 20mila occupati in un settore che negli ultimi anni ha conosciuto una forte crescita anche nel nostro paese ma all’interno del quale stentano ancora ad essere riconosciute piene tutele per i lavoratori.

Da quanto riporta ancora la sigla sindacale, sembra che in alcuni casi i pagamenti siano in ritardo proprio dall’entrata in vigore dell’assicurazione obbligatoria, e quindi non siano mai stati erogati. “Non capiamo il motivo di questa lungaggine e chiediamo formalmente all’Inail un riscontro, con la sollecitudine e la competenza che in altre occasioni hanno dimostrato di avere”, commenta Mario Grasso della Uiltucs nazionale, incaricato dal sindacato proprio del settore della gig economy.

Dal canto suo, l’Inail ha confermato che ci sono effettivamente dei ritardi nell’erogazione delle coperture assicurative nei confronti di questa categoria di lavoratori che dipendono un problema tecnico. Si tratta in particolare del mancato aggiornamento del software usato per gestire automaticamente le pratiche sugli incidenti. Insomma, in mancanza dei dati aggiornati l’istituto non è in grado di supportare le comunicazioni da parte delle piattaforme di food delivery che devono segnalare l’infortunio.

Con l’inasprirsi della situazione economica conseguente all’emergenza Covid-19, per chi lavora nel settore del food delivery diventa ora sempre più importante poter contare almeno su quanto spetta di diritto. Come ricordano ancora da Uiltucs, anche alla luce degli ultimi incidenti che hanno visto coinvolti dei rider in città come Milano o Roma, “il sostegno derivante dalla copertura assicurativa dell’Inail diventa cruciale, così come lo è l’aggiornamento, per il quale chiediamo un tempestivo intervento.”

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