Perché si rimanda un lancio (come è accaduto a SpaceX)

0
68
Questo post è stato pubblicato qui
crew dragon
(foto: Nasa TV)

Quello di ieri sera sarebbe dovuto essere un evento epocale, soprattutto per la storia spaziale degli Stati Uniti. Eppure, a causa del maltempo, il lancio del taxi spaziale Crew Dragon di SpaceX è stato annullato e posticipato al prossimo 30 maggio. A decidere di fermare il countdown, a pochissimi minuti dalla partenza, sono state le luci rosse che hanno indicato come le condizioni meteo fossero sfavorevoli e non idonee al decollo in sicurezza della navicella.

Come vi avevamo raccontato, il lancio della Crew Dragon era un evento atteso da ben nove anni dagli Stati Uniti. Un lancio che sarebbe dovuto essere davvero speciale, sia perché avrebbe inaugurato l’era dei voli privati con equipaggio, sia perché avrebbe segnato la fine del monopolio russo nel trasporto degli astronauti (con la Soyuz) verso la Stazione spaziale internazionale (Iss). Ma solamente a pochi minuti dalla partenza, prevista per le 22:33 (ora italiana), si è deciso di rinviare il lancio. Le luci rosse relative alle condizioni meteo, che bisogna rispettare per il lancio, non hanno permesso il via libera ufficiale per il decollo della Crew Dragon. Hanno indicato, infatti, valori oltre il limite dei campi elettrici in atmosfera, formazioni di un nubi temporalesche, vento forte, pioggia e pericolo di fulmini sull’area del lancio.

Gli esperti, infatti, avevano monitorato per l’intera giornata di ieri una tempesta tropicale, chiamata Bertha, a largo della costa della Carolina del Sud, ipotizzando un potenziale temporale e maltempo anche sull’area del Kennedy Space Center. “C’era la preoccupazione che se avessimo proceduto al lancio, avremmo potuto effettivamente innescare un fulmine a causa dell’eccessiva elettricità nell’atmosfera”, ha riferito l’amministratore della Nasa Jim Bridenstine. “Abbiamo preso la decisione giusta”.

Le condizioni meteo per procedere a un decollo in sicurezza devono essere perfette, non solo sulla rampa di lancio, ma anche nelle altre aree che si estendono per chilometri e chilometri lungo la costa orientale degli Stati Uniti e dell’oceano Atlantico. Condizioni meteo, quelle di ieri, troppo pericolose per procedere al decollo della navicella. La decisione di procedere con il lancio o meno è regolata da una serie molto dettagliata di regole acquisite in anni di esperienza: per esempio, come racconta il New York Times, quando i venti superano una certa soglia o le nubi trattengono una carica elettrica che potrebbe scaricarsi come un fulmine, il lancio viene annullato in quanto il rischio di un guasto alla navicella o il pericolo a cui viene esposto l’equipaggio è troppo elevato.

Secondo la Nasa per rinviare un volo nello Spazio è necessario seguire precisi criteri: se, per esempio, il vento sopra la piattaforma di lancio supera le 30 miglia orarie. È necessario aspettare 30 minuti dopo aver osservato un fulmine distante circa 20 chilometri dalla rampa di lancio o dalla traiettoria di volo. E ancora: bisogna posticipare il lancio se entro 20 chilometri dalla rampa si osservano nubi temporalesche e aspettare 15 minuti se a circa 10 chilometri dalla rampa specifici strumenti (mulini da campo) registrano valori superiori alla soglia dei campi elettrici nell’atmosfera. Per questi criteri meteorologici, quindi, il lancio della Crew Dragon è stato posticipato 21.22 (ora italiana) di sabato 30 maggio.

The post Perché si rimanda un lancio (come è accaduto a SpaceX) appeared first on Wired.