Boris Johnson vuole dare il passaporto britannico a 3 milioni di cittadini di Hong Kong

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(foto: Ivan Abreu/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Il premier britannico Boris Johnson lo ha definito “uno dei maggiori cambiamenti nel sistema dei visti” nel Regno Unito. Il primo ministro in suo intervento, pubblicato dal giornale di Hong Kong South China Morning Post, ha annunciato la possibilità per tutti coloro che possiedono o hanno i requisiti per ottenere un passaporto British National Overseas di chiedere un soggiorno senza visto della durata di 12 mesi, con la possibilità di rinnovo e di avere un permesso di lavoro. Non solo: questo costituirà un requisito utile per richiedere la cittadinanza britannica. Il British National Overseas risale alla fine degli anni ’80 e riconosce ai residenti di Hong Kong lo status di cittadini delle dipendenze britanniche. E anche con il passaggio di sovranità alla Cina, nel 1997, è stata mantenuta la possibilità di richiederlo.

Per Johnson si tratta di una decisione “obbligata per proteggere il profondo legame, storico e di amicizia, cha ha con il popolo di Hong Kong ”, dopo la contestata decisione del governo cinese di introdurre nuove leggi di sicurezza nazionale nella città-stato.

Il nuovo percorso di cittadinanza

Hong Kong è stata una colonia del Regno Unito, e il Bno riconosceva sostanzialmente il legame storico tra questi due stati. Grazie a questo documento, ai residenti permanenti di Hong Kong non è richiesto il visto per un soggiorno in Inghilterra non superiore ai 6 mesi.

Secondo il nuovo percorso di cittadinanza pensato da Boris Johnson, il Bno potrebbe diventare una via preferenziale per avere permessi di soggiorno più lunghi – 12 mesi, come specificato qualche giorno fa dal ministro degli esteri, Dominic Raab – e per diventare ufficialmente cittadini britannici. Secondo il primo ministro, sono già 350mila i residenti di Hong Kong che possiedono il passaporto: a questi se ne potrebbero aggiungere altri 2,5 milioni che, invece, hanno potenzialmente tutti i requisiti per richiederlo.

Sulle altre caratteristiche normative non ci sono ancora dettagli: tanto che, come riportato dal Guardian, alcuni commentatori credono che vi siano divergenze di opinioni tra i ministri del governo sulla possibilità di concedere in maniera così estensiva la cittadinanza inglese. A supportare questa tesi, in parte, sono le parole di Johnson stesso che, nel suo intervento, ha sottolineato che si potrebbe arrivare a questa decisione se la Cina non bloccherà l’iter di approvazione delle leggi di sicurezza, violando il principio di “un paese, due sistemi” che garantisce a Hong Kong l’indipendenza legislativa e politica da Pechino.

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