5 giochi da tavolo per divertirsi con i più piccoli

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Dopo un primo semestre del 2020 all’insegna dell’isolamento, dei compiti a casa e dell’homeschooling, molti esausti genitori si troveranno dinanzi la prospettiva di (altri) tre mesi con bambini da intrattenere mentre si è alle prese con il ritorno al lavoro, i timori del Coronavirus e le domande sulla futura riapertura delle scuole.

In questa strana estate che ci attende, meglio attrezzarsi per passare il tempo in allegria con tutta la famiglia, coinvolgendo i bambini anche in attività che permettano di passare il tempo in casa in modo stimolante e divertente. Oltre ai soliti puzzle e videogiochi, ecco allora 5 giochi da tavolo adatti anche ai più piccoli.

1. Loony Quest (5/8 anni)

Loony Quest (di David Franck, Laurent Escoffier, edizioni Asmodee, 2-5 giocatori, 10-30 minuti, 35 euro) è una gioia per gli occhi: una scatola colorata, piena zeppa di livelli illustrati e personaggi buffi che sembrano usciti da un videogioco classico, una gigantesca mappa del mondo, pennarelli cancellabili e fogli di plastica trasparente. Il gioco mette alla prova le abilità di disegno e intelligenza spaziale: guardando dei cartoncini che raffigurano 42 livelli diversi suddivisi in 7 mondi (giungla, ghiaccio, rovine, lava… ci sono tutte le ambientazioni classiche) ogni giocatore prende un foglio di plastica trasparente e inizia a disegnare. L’obiettivo può essere, di volta in volta, tracciare un percorso che unisca due punti nel livello, “sparare” a dei bersagli, catturare dei nemici, evitare delle trappole pericolose, e infine sconfiggere dei mega-boss di fine mondo. La difficoltà, ovviamente, risiede nel fatto che tutti i disegni (linee, cerchi, puntini) sono fatti a mano libera su un foglio vuoto trasparente, che andrà poi sovrapposto al cartoncino raffigurante il livello per capire quanto si sia stati precisi. I risultati possono essere esilaranti: chi era certo di aver tracciato il percorso perfetto potrebbe scoprire di essere andato completamente fuori strada. I livelli, inoltre, sono disseminati di bonus e malus che possono complicare la vita a sé o agli avversari, costringendo, ad esempio, a disegnare con un occhio chiuso, oppure impugnando il pennarello solo con pollice e mignolo. L’età raccomandata è di 8 anni, ma se si gioca senza le regole più complesse (timer, bonus e malus), limitandosi a disegnare, il divertimento è assicurato anche per i più piccoli (dai 5-6 anni in su). Wired: ottimo rapporto qualità-prezzo. Tired: alcuni bonus-malus potrebbero essere troppo complicati per i più giovani. Expired: alcuni livelli un po’ ripetitivi. 

2. Zombie Kidz Evolution (7+ anni)

Un gioco di zombie per i più piccoli? Sì, il tema sembra improbabile e forse non incontrerà il favore di tutti i genitori, ma Zombie Kidz Evolution (di Annick Lobet, edizioni Oliphante, 2-4 giocatori, 15 minuti, 22,90 euro) è uno dei giochi da tavolo per bambini più apprezzati dell’ultimo anno, e farà divertire anche mamme, papà e cugini grandi. Il tono del gioco è ovviamente tutt’altro che horror, con gli avversari che sembrano usciti di peso dal simpatico videogioco Piante vs Zombie, e il meccanismo è semplice ma ben studiato: un gruppo di studenti si ritrova chiuso in una scuola presa d’assedio da una fila interminabile di tonti mostriciattoli. Bisognerà muoversi nell’edificio così da eliminare gli zombie prima che se ne accumulino troppi in un’unica stanza, cercando al tempo stesso di barricare tutte le porte. Man mano che si vincono le partite, i giocatori potranno incollare sticker per certificare i loro successi e aprire delle buste che riservano alcune sorprese in grado di modificare lievemente il gioco. Wired: il sistema di sticker, buste segrete e obiettivi speciali invoglia a giocare e rigiocare più volte per scoprire il gran finale. Tired: arrivati all’ultima busta potrebbe venir meno lo stimolo a reintavolare il gioco. Expired: il tema zombie potrebbe non piacere a tutti.

3. Labirinto 3D (7+ anni)

Chi ricorda il vecchio Labirinto magico, gioco da tavolo degli anni ’80, in cui ci si sfidava a raccogliere tesori all’interno di un labirinto? Ebbene, nel solco del trend nostalgico che sta attraversando il mondo dei board game, è da poco disponibile una nuova versione tridimensionale che rinnova la formula classica senza snaturarla (di Michael Feldkötter, edizioni Ravensburger, 2-4 giocatori, 20-30 min, 30 euro). I giocatori interpretano quattro personaggi tra maghi e streghe, sempre impegnati a dare la caccia a gioielli, forzieri e anelli preziosi. Per vincere bisogna essere i primi a raccogliere tre tesori (determinati a caso all’inizio della partita) più la misteriosa runa magica che siede al centro del labirinto, e riportare il tutto alla casella di partenza. Come accadeva anche nell’originale, a ogni turno i giocatori devono far slittare una fila di tessere sul tabellone di gioco, così da modificarne la composizione, bloccare gli avversari e aprire nuovi sentieri verso la vittoria. La meccanica in più rispetto al Labirinto originale risiede ovviamente nella terza dimensione: ogni casella del labirinto può avere varie altezze, ma ci si può spostare soltanto se il dislivello è di uno scalino, e non più alto o più basso. Ci sono però dei poteri speciali che permettono di arrampicarsi o calarsi anche da altezze vertiginose. Wired: il ritorno di un classico per tutta la famiglia. Tired: i nostalgici preferiranno il look originale. Expired: il tabellone ha una colonna in meno rispetto alla vecchia versione, risultando un po’ più claustrofobico.

4. Soqquadro (6+ anni)

La caccia al tesoro ha sempre un fascino irresistibile, ma organizzarne una richiede inventiva e un po’ di impegno. Soqquadro (di Luciani, Tucci Sorrentino, Tascini, edizioni Cranio Creations, 2-12 giocatori,  20-40 minuti, 16,99 euro) offre la soluzione perfetta per i genitori che vogliano lanciare i bambini in una sfrenata ricerca di oggetti, ed è disponibile in edizioni diverse per giocare in casa o all’aperto. Tutti i partecipanti pescano delle carte con vari livelli di difficoltà: le più facili presentano semplicemente una lettera, e richiedono di trovare un oggetto con quella stessa iniziale; le carte di media difficoltà riportano due aggettivi (ad esempio, verde e ruvido) che descrivono cosa riportare al tavolo; mentre le più difficili richiedono di trovare qualcosa che abbia un’iniziale specifica e risponda a un’aggettivo (ad esempio, qualcosa che inizi per V e che sia rosso). Su un tabellone, si muove la propria pedina su un numero di caselle pari ai punti così accumulati: il primo giocatore o la prima squadra ad arrivare al termine avrà vinto la partita. Non mancano ovviamente una clessidra per segnare il tempo e dei momenti di sfida in cui tutti gareggiano per trovare lo stesso oggetto. Wired: tutto il fascino frenetico di una caccia al tesoro, in una scatola. Tired: peccato che le combinazioni lettera-aggettivo siano fisse nelle carte e non ci sia un modo di combinarle per introdurre maggiore varietà. Expired: giocateci solo se siete disposti ad avere una squadra di bambini ululanti che vi smonta casa.

5. Cluedo Junior (5+ anni)

Chiudiamo con un altro cult ripensato per i più piccoli. Cluedo Junior (edizioni Hasbro, 2-6 giocatori, 30 minuti, 29 euro) è il classico gioco da tavolo di logica e deduzione. I celebri investigatori dal nome “colorato” (Mr. Green, Miss Scarlet, e compagnia bella) sono chiamati a indagare su un nuovo caso misterioso: chi ha rubato la torta? Per risolverlo dovranno muoversi tra le stanze di una lussuosa magione, frugare sotto i mobili  e raccogliere così vari indizi che permetteranno di individuare, per esclusione, il colpevole, l’orario del furto e la bibita che ha accompagnato il malandrino pasto. I bambini si divertiranno a tirare i dadi, spostare le miniature dei personaggi nella casa, esplorare le stanze e raccogliere gli indizi colorati. Il setup sempre variabile degli indizi garantisce una grande rigiocabilità. Wired: un primo approccio alla deduzione logica. Tired: poco stimolante per gli adulti. Expired: il movimento tramite dadi determina alcuni turni frustranti in cui non si combina nulla.

 

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