Un crowdfunding per un algoritmo contro Covid-19 insieme a Humanitas e Wired

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(foto: Sefa Karacan/Anadolu Agency via Getty Images)

La pandemia da Covid-19 ha enfatizzato l’importanza dei contribuiti dal basso, che possono fare la differenza in momenti di particolare stress per le strutture sanitarie, ospedaliere. Grazie alle donazioni popolari in alcune realtà sono sorti interi reparti per ospitare i malati bisognosi di terapia intensiva nel momento più acuto della diffusione del contagio. Ma, in uno scenario più generale, il  boost popolare può aiutare anche a trainare le visioni innovative che saranno necessarie per continuare nella lotta contro l’infezione da Sars-Cov-2.

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Gli sforzi per fronteggiare il virus sono ben lontani dalla conclusione perché, come indicato anche dall’Oms, se è vero che nel periodo post picco l’attività pandemica sembra diminure, i paesi devono essere preparati alle seconde ondate anche qualora non dovessero verificarsi. Proprio guardando ai potenziali scenari che verranno, Humanitas, l’istuto di ricovero e cura a carattere scientifico, insieme a Wired Italia, ha deciso di lanciare una campagna di crowdfunding per sostenere un progetto di ricerca innovativo, con al centro il digitale.

Come hanno dimostrato i fatti, uno dei temi principali è la rapida identificazione delle infezioni, al fine di evitare ulteriori contagi e trattare al meglio i pazienti. In quest’ottica il tampone rappresenta il gold standard nello screening dell’infezione da coronavirus, è l’esame diagnostico più accurato. Ma anche l’analisi della Tc (tomografia computerizzata) del torace, quell’esame che fornisce informazioni  dettagliate su organi e strutture della cavità toracica ai fini della rilevazione di infezioni, lesioni, neoplasie, potrebbe accelerare la diagnosi secondo gli esperti di Humanitas.

L’obiettivo della campagna di crowdfunding è sostenere un progetto che vede all’opera diverse professionalità dell’ospedale di ricerca (medici e radiologi, ma anche ingegneri e data scientist) per realizzare un algoritmo in grado di identificare rapidamente i pazienti che necessitano di trattamenti per l’infezione da nuovo coronavirus.

L’algoritmo può quindi servire a effettuare un triage rapido dei pazienti, classificandoli in tre livelli di rischio, “utilizzando i parametri clinici, gli esami di laboratorio e le caratteristiche quantitative estraibili dalla Tc del torace”.

Con più strumenti a favore della diagnosi, cambia anche il modo di gestire le risorse, ed è questo l’obiettivo per cui si sollecita il pubblico a partecipare e donare (il target è fissato a 100mila euro). Come aveva sottolineato dall’amministratore delegato dell’Irccs Istituto clinico Humanitas Luciano Ravera, nell’ambito della prima giornata del Wired Next Fest dedicata alla salute digitale, la pandemia per Humanitas ha rappresentato un’occasione importante per cambiare paradigma a vari livelli, dallo smartworking per alcuni professionisti alla possibilità di fare innovazione sui percorsi clinici, e in questo senso un passo di non ritorno è stato fatto rispetto al passato.

È possibile donare sulla piattaforma Gofundme e naturalmente condividere la call per spingere altri utenti a finanziare il progetto.

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