Facebook compra una startup per sviluppare le sue mappe

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Il campus di Facebook a Menlo Park
Il campus di Facebook a Menlo Park (Foto: Gaia Berruto/Wired)

Facebook si ritaglia un nuovo spazio nel settore delle mappe digitali e acquista la piattaforma svedese Mapillary, che punta a far concorrenza a Google Maps ma con una struttura aperta. Come riporta la nota pubblicata sul sito dell’azienda di Malmö, la nuova relazione con Facebook permetterà una maggiore integrazione dei servizi e consentirà di acquisire un numero sempre più alto di immagini geolocalizzate per creare mappe interattive e immersive sempre aggiornate.

Con questa operazione, Mapillary entra quindi a far parte delle iniziative di Facebook per creare un sistema di mappatura aperto. Come si legge nelle parole del fondatore della startup svedese con un passato in Apple, Jan Erik Solem, il social network “sta costruendo strumenti e tecnologie per migliorare le mappe attraverso una sistema che combina machine learning, immagini satellitari e la collaborazione con utenti che contribuiscono ad inviare immagini per la mappatura”. Tra i possibili ambiti di applicazione, Solem cita soprattutto Facebook Marketplace, per il sostegno delle piccole attività su scala locale, e l’impegno del colosso di Menlo Park a fornire dati per le organizzazioni umanitarie presenti sul territorio.

Fin dalla sua fondazione nel 2013, la compagnia svedese ha scelto di basare il suo servizio direttamente sulle informazioni fornite da decine di migliaia di utenti che possono inviare alla piattaforma immagini dei luoghi direttamente via smartphone con una visione ad altezza strada, senza bisogno di auto predisposte ad hoc come accade, per esempio, con Google Maps. Da questo punto di vista, il servizio offerto da Mapillary potrebbe ora vedere estendersi la condivisione di immagini del suo database aperto grazie alla possibile partecipazione degli oltre 2,6 miliardi di utenti attivi mensili di Facebook. Inoltre, la startup fa anche sapere che continuerà il suo impegno all’interno del progetto collaborativo Open Street Map (Osm), che punta a creare mappe del mondo a partire da un database di informazioni aperto e fruibile per qualsiasi scopo.

Tra gli altri ambiti di ricerca in cui è impegnata l’azienda tecnologica svedese ci sono anche quello dell’automotive, legato proprio al servizio di mappatura, e quello dell’intelligenza artificiale, che rappresenta anche per Facebook uno dei terreni di maggiore espansione con i progetti della sua divisione Facebook Ai. In questo senso, le tecnologie per la creazione di mappe virtuali e immersive di Mapillary potrebbero ora fondersi con le ricerche del colosso americano sulla computer vision e sulla realtà aumentata e virtuale da utilizzare su diversi dispositivi, come per esempio gli occhiali per la realtà aumentata a cui sta già lavorando.

Inoltre, negli anni la startup Mapillary è stata in grado di chiudere finanziamenti per oltre 24,5 milioni di dollari, e tra gli investitori figurano grossi nomi come Sequoia Capital, che nel 2015 ha investito 1,5 milioni di dollari nelle tecnologie dell’azienda, e ha contribuito, nel 2016, a un round di finanziamenti da 8 milioni di dollari guidato dal fondo Atomico e a cui ha partecipato anche Ldv Capital. Nel 2018, inoltre, Mapillary ha anche chiuso un finanziamento da 15 milioni di dollari guidato da Bmv i Ventures. Al momento Facebook ancora non ha ancora reso noti i termini dell’operazione.

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