Dark, tutte le risposte che aspettiamo dalla terza e ultima stagione

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                                                                                          di Loredana Saporito

Dark è un vero e proprio rompicapo, al pari di quei giochini di logica che ti perseguita finché non lo risolvi. Iniziato come un thriller dalle atmosfere molto cupe, il titolo Netflix creato da Baran bo Odar e Jantje Friese si è trasformato rapidamente in un prodotto di fantascienza, che mette insieme elementi di fisica quantistica, cabala e cristianesimo. La trama è acrobatica e vede coinvolte quattro famiglie di un anonimo paesino tedesco, Winden, che ha come unico elemento caratteristico la presenza di una centrale nucleare. Tra un colpo di scena e l’altro, la storia si svolge su quattro linee temporali, dove i fatti sembrano ripetersi all’infinito, in un loop senza uscita, con i protagonisti che viaggiano nel tempo, creando nessi paradossali.

La conclusione della seconda stagione ha reso tutto ancora più complicato, con il cliffhanger finale: la comparsa di una nuova versione di Martha, la ragazza di cui Jonas è innamorato. La nuova protagonista introduce il tema della stagione finale, la terza: la domanda non è da quale anno vieni – tormentone delle puntate precedenti –, ma da quale mondo. Dall’ultimo trailer, infatti, si capisce che c’è un universo parallelo, in cui forse il personaggio chiave non è Jonas, bensì Martha. Le immagini lasciano intendere che si sono svolti gli stessi fatti, caratterizzati dai medesimi dettagli, ma leggermente diversi. Come la giacca gialla di Jonas, ora indossata da Martha, appunto. La stagione in uscita il 27 giugno – data dell’Apocalisse nella serie – dovrà quindi rispondere a tantissime domande. Ecco le più importanti.

È possibile risalire all’origine degli eventi di Winden?

La visione del tempo in Dark non è lineare, ma circolare. La serie si basa sul principio che la fine è l’inizio, quindi ogni volta che si chiude un ciclo, ne inizia un altro, in cui le cose si ripetono. Però, quando hanno avuto inizio gli eventi che hanno imprigionato gli abitanti di Winden in questa sequenza di dolori e tragedie reiterate? Il trailer della terza stagione lascia supporre che l’incontro tra la nuova Martha e Jonas sarà determinante per scoprirlo e porvi un punto. Eppure, nella seconda stagione, l’orologiaio Tannhaus, nonno adottivo dell’ispettrice Charlotte e inventore della macchina del tempo, spiega a Claudia Tiedemann il paradosso di Bootstrap, chiamato anche il paradosso della predestinazione: se un oggetto del futuro viene mandato nel passato, genera un loop infinito, in cui tale oggetto esiste senza mai essere stato creato. Ed è quello che sembra accadere per tutti gli eventi di Winden, in un gigantesco paradosso. Eppure, quando si sono svolti la prima volta? Ci si ferma al 1921 o si va più indietro nel tempo?

Come Jonas diventa Adam?


Una delle rivelazioni clou della seconda stagione: la vera identità di Adam, il villain della serie e capo della setta di Sic Mundus Creatus Est. Però, non viene spiegato il come sia avvenuta la trasformazione e il perché abbia scelto di abbandonare il vero nome, Jonas, per portare quello del primo uomo. Durante l’ultima puntata è descritto solo il fattore scatenante: la morte del suo amore giovanile, Martha. Ed è proprio lui ad ucciderla, davanti a Jonas adolescente, per causargli quel grande dolore – spiega – che darà inizio alla sua evoluzione.

Quale delle due fazioni ha ragione?

L’uso sapiente dei colpi di scena e delle trasformazioni dei personaggi, dissemina dubbi sui due avversari, Adam e Claudia anziana, il Diavolo bianco. Entrambi sono dei manipolatori ed è difficile fidarsi totalmente dell’uno e dell’altro. Adam è descritto subito come il villain, ma molti dei giovani protagonisti, in versione adulta, lo sostengono e credono nel nuovo mondo che vuole creare. Potrebbe essere ragionevole aspettarsi, quindi, un ennesimo cambio di caratterizzazione.

Adam sa dell’alter ego di Martha e dell’universo parallelo?

Uno dei principi di Dark è che il passato non si può cambiare. Per quanto tutti i viaggiatori del tempo si sforzino di intervenire sugli eventi, non fanno altro che provocarli, come se le loro azioni facessero parte di un copione già scritto. Succede con Ulrich, che vuole fermare Helge, perché presume sia l’assassino di suo fratello e suo figlio; con Jonas, che vuole impedire il suicidio del padre, eppure non fa che provocarlo; con Claudia che cerca di salvare suo papà, ma diventa il Diavolo bianco. Eppure, la comparsa di una Martha proveniente da un altro mondo, sembra essere un elemento non previsto nel copione di Adam. Ma è davvero così? Il capo di Sic Mundus sa della sua esistenza e dell’altro universo?

Charlotte scoprirà l’identità di sua mamma?


È stato uno dei colpi di scena più eclatanti della seconda stagione, che esprime al meglio la filosofia di Dark: il paradosso e il loop infinito. Durante Dark 2, si scopre che il padre di Charlotte è Noah, il braccio armato di Adam. Della madre si viene a sapere solo che è viva e che le vuole bene. Ma non dove e in quale anno si trova, e nemmeno il suo nome. È alla fine della stagione, quando Noah si schiera contro Adam per salvare sua figlia, che si scopre che la mamma di Charlotte è Elisabeth, ovvero sua figlia. Da altri dettagli, però, si capisce che non è Elisabeth adulta che abbiamo conosciuto, quella che vive nel futuro, leader della resistenza, con i capelli corti e il viso segnato: in una foto, appare con una lunga chioma, senza cicatrici in volto, abbracciata a Noah e a una neonata. E forse non è un caso che quando sta per scatenarsi l’Apocalisse, si crea un wormhole in cui Elisabeth del futuro incontra Charlotte, che si trova alla centrale nucleare, e quasi si toccano. In realtà, ci sono ancora molte altre domande che riguardano Dark: chi ha mandato la lettera anonima all’ispettore Clausen, che lo porta a perquisire la centrale nucleare e scatena l’apocalisse? Che fine fa la mamma di Jonas tornata nel 1953, Hannah Kanwhald? Perché Adam e la setta Sic Mundus vivono nel 1921? Che cos’è la massa di energia chiamata Particella di Dio? E si potrebbe continuare così, all’infinito.

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