I miti e le leggende su Stonehenge

0
152
Questo post è stato pubblicato qui
Neopagani a Stonehenge durante il solstizio d’inverno (Photo by Matt Cardy/Getty Image)

Vicino a Stonehenge è stata appena trovata un’altra serie di costruzioni neolitiche. Una serie di profonde fosse che formano un anello di 2 chilometri di diametro. Invisibile a occhio nudo dopo millenni, l’anello è stato scovato con varie tecniche di telerilevamento. La ricerca, pubblicata su Internet Archeology, è andata online il 21 giugno, e probabilmente non è un caso. Il complesso di Stonehenge è infatti allineato per guardare da un lato il sorgere del sole al solstizio d’estate; da quello opposto il suo tramonto durante quello di inverno.  Le fosse, che circondano il sito neolitico di Durrington Walls, devono ancora essere studiate con gli scavi. Una speculazione degli autori è che, vista la scala monumentale (ogni fossa è profonda 5 metri e larga 10) potrebbe essere una dichiarazione cosmologica che i costruttori hanno voluto incidere nella terra.

Attualmente nessuno può sapere, comunque, a cosa serviva. Questo tipo di misteri scientifici sono a volte colmati con una buona dose di fantasia, come del resto è successo con Stonehenge.

I druidi

Se siete cresciuti negli anni ’90, forse avete letto la serie di libri per ragazzi Il giovane Indiana Jones. E magari di quella serie avete letto Il Cerchio Della Morte, di William McCay. Chi scrive del libro ricorda solo che si parlava di Stonehenge e che c’entravano i druidi. La stessa associazione è presente in molti prodotti di fiction, ma non è immediato interpretarla come la leggenda archeologica che in effetti è.

I druidi erano una classe sacerdotale che tra i Celti sovrintendeva a molte funzioni, quindi perché non dovrebbe avere a che fare coi megaliti di Stonehenge, per i quali è ragionevole supporre una funzione religiosa? E infatti questa è stata la proposta di due gentleman del ‘700, John AubreyWilliam Stukeley, che tra i primi studiarono il sito.

Qui le cose si complicano, come spiegava in un articolo nel 1954 il famoso archeologo Stuart Piggot. Le fonti storiche sui druidi sono piuttosto scarse: soprattutto, ce ne hanno parlato autori greci e romani. Roma è stata anche la causa del loro declino. Se crediamo a Cesare (ma anche ad altri autori), praticavano sacrifici umani: Roma poteva essere tollerante con le religioni altrui, ma fino a un certo punto.

Quando Aubrey lavorò su Stonehenge, non si sapeva quanto fosse profonda la preistoria. Al massimo si poteva dire che il complesso era pre-Romano. I druidi sembrarono un’ipotesi compatibile, in mancanza di meglio. Shekeley però andò oltre, e cominciò a ricondurre arbitrariamente ai druidi non solo a Stonehenge, ma anche ad altri monumenti neolitici e dell’età del Bronzo. Allo stesso tempo i druidi vennero reinventati e mitizzati dal Romanticismo. Più tardi arrivò il neopaganesimo, che si appropriò di questi druidi letterari.

Nacque il druidismo moderno, ben diverso da quello storico (di cui sappiamo poco) e i nuovi druidi cominciarono a eseguire il loro riti a Stonehenge. L’associazione tra druidi e Stonehenge è rimasta così impressa nel grande pubblico, nonostante il progresso delle scienze archeologiche. Queste hanno determinato che sicuramente Stonehenge è molto più vecchia: i Celti non c’erano quando fu costruita. Di certo dovevano sapere che era lì, ma non ci sono prove archeologiche che lo abbiano utilizzato.

Stonehenge e Merlino

I saggi pseudostorici non sono esattamente una novità. Historia Regum Britanniae, scritto da Geoffredo di Monmouth nel 1136 è un esempio. Nonostante il titolo, contiene ben pochi fatti. È oggi considerata un’opera letteraria, costruita fondendo e reinventando altre fonti non storiche. Forse è un po’ azzardato dire che l’autore era un Erich von Daniken dei suoi tempi, ma ci siamo capiti.

Tra le tante leggende figure leggendarie appare anche Merlino, e ci sarebbe lui dietro quella che per noi è Stonehenge. Re Ambrosio Aureliano chiedeva un posto dove seppellire i suoi principi caduti. Merlino gli dice di far trasportare delle magiche pietre da un monte in Irlanda. Ma l’esercito inviato dal Re non riesce a sollevarle: sarà necessario l’intervento del mago.

Oggi non serve essere storici per capire che è una leggenda, ma Historia Regum Britanniae è stato considerato per secoli una fonte attendibile, non fiction. C’è voluto quindi del tempo perché storici e archeologi si scaricassero del bagaglio leggendario che grava sopra Stonehenge.

Stonehenge è un falso

Entriamo nel territorio delle fake news. Nel 2001 Brian Edwards, dottorando di Bristol, raccontò ai giornali di aver trovato le foto degli interventi di restauro di Stonehenge, avvenuti in particolare tra il 1901 e il 1964. Per Edwards, che ora si occupa di public history, questo aspetto di Stonehenge non era stato adeguatamente comunicato al pubblico. Niente di segreto ovviamente, ma non era stato fatto abbastanza per spiegare che il sito è stato modificato nel tempo. E nel tempo sono cambiate anche le buone pratiche del restauro: molte scelte oggi potrebbero essere viste come antiquate.

La questione sollevata da Edwards è seria: il pubblico che visita il famoso sito dovrebbe conoscere anche questa parte di storia, senza doversi seppellire negli archivi come uno storico. Invece al tempo nemmeno la guida ufficiale ne parlava.

Ma poi è arrivato il clickbait. Perché perdere tempo con l’importante questione sollevata dal dottorando, quando si può scrivere semplicemente “Stonehenge è falsa” oppure “Stonehenge è stata costruita nel 1954” o “Le foto di Stonehenge che non vi vogliono mostrare”? Dal 2001 a oggi, alcuni di questi contenuti sono diventati virali. Moltissimi citano ancora Edwards, come se fosse una notizia dell’altro ieri, ma i più audaci suggeriscono che Stonehenge sia l’equivalente archeologico del falso sbarco sulla Luna.

Stonehenge e gli alieni

Stonehenge è un sito datato al tardo neolitico, e la costruzione è cominciata 5000 anni fa. I megaliti sono enormi, alti oltre 7 metri, e le rocce sono state trasportate anche per decine di chilometri. Il tutto per costruire qualcosa la cui funzione non potrà mai essere stabilita con certezza, ma che sicuramente ha qualcosa a che fare con l’osservazione del cielo.

È naturale quindi che come le piramidi, o l’Isola di Pasqua, anche Stonehenge soffra di quella che potremmo chiamare sindrome di Von Daniken: alcuni pensano che siano stati gli extraterrestri a costruirla. In realtà Erich Von Daniken, un prolifico autore degli anni ’70, non si è inventato nulla. Il mito degli antichi astronauti, infatti, risale almeno al XIX secolo. Ma per il programma pseudoarcheologico Enigmi alieni è probabile che si debba ringraziare principalmente lui.

Non è immediato capire il successo di queste teorie, anche un po’ razziste, secondo cui i nostri antenati avevano bisogno dell’uomo grigio per evolversi. Probabilmente, suggerisce un profilo del New York Times del 1974, parte del segreto di Von Daniken è avere fatto leva sulla spiritualità. Suggerire che gli dei esistano, perché sono gli extraterrestri, sarà anche ingenuo, ma non ci si deve stupire se fa presa. E poi Stargate non era male…

Soprattutto a chi crede che sia veramente un monumento alieno, vale la pena segnalare che è attualmente è minacciato dalla programmata costruzione di un tunnel autostradale che dovrebbe passare al di sotto del sito. Col nuovo ritrovamento è stato rimesso in discussione dagli archeologi, che non hanno mai gradito l’idea. Chissà che cosa avrebbe potuto scriverci sopra Douglas Adams.

The post I miti e le leggende su Stonehenge appeared first on Wired.