COVID-19, già 110 casi in Val Seriana a dicembre 2019

0
37
Questo post è stato pubblicato qui

Sapevamo già che il nuovo coronavirus era arrivato in Italia diverse settimane prima del caso conclamato a Codogno, quello a cui finora si è attribuita l’esplosione dell’epidemia di COVID-19 nel nostro Paese, ma quello che emerge dall’inchiesta della Procura di Bergamo sulla mancata istituzione della zona rosa in Val Seriana è assolutamente inedito e dovrebbe darci un’idea piuttosto preoccupante di quello che potrebbe accadere nei prossimi mesi.

Secondo il pool di magistrati guidati dalla pm Maria Cristina Rota, lo scrive oggi La Repubblica, almeno 110 casi di COVID-19 mai diagnosticati sono stati registrati nell’area della Val Seriana tra novembre 2019 e gennaio 2020: 110 casi di polmoniti particolarmente violente confermate dai dati dell’ATS di Bergamo.

Alla fine del 2019 erano almeno 40 le persone ricoverate presso l’ospedale di Alzano Lombardo per virus sconosciuti. Molti di questi casi, col senno di poi, potevano essere COVID-19, ma soltanto alla fine di gennaio 2020 si sono iniziate a tirare le somme, prendere in considerazione il nuovo virus e, dopo l’esplosione del caso di Codogno, comportarsi come se ci si trovasse in una situazione di epidemia, come effettivamente è stato.

Andando a ritroso, come fatto anche da altri Paesi, si è iniziato a prendere in considerazioni quelle che erano state considerate come polmoniti sospette come casi di COVID-19 e questa scoperta rischia di cambiare la timeline della diffusione del nuovo coronavirus in Italia che finora abbiamo dato per certa o quasi.

Il cosiddetto focolaio della Val Seriana è ad oggi considerato il secondo grande focolaio d’Italia, identificato subito dopo quello di Codogno il 23 febbraio scorso. Questo significa che tra l’esplosione del cosiddetto focolaio alla fine di febbraio e i primi casi sospetti di COVID-19 in Val Seriana sono passati quasi tre mesi. Per tre mesi, quindi, il virus ha circolato liberamente mentre le nostre vite procedevano come sempre, senza limiti e distanziamento sociale.

Possiamo imparare qualcosa da questa esperienza? È quello che i virologi e gli esperti più in generale ripetono da tempo: abbassare la guardia, convinti che il peggio sia ormai passati, potrebbe riportare a quel tragico effetto. Intere settimane in cui il COVID-19 che ora sembra più debole e contenuto, potrebbe riprendere a circolare in modo consistente per poi esplodere con violenza in quella che gli esperti definiscono la seconda ondata, spesso più violenta della prima.

PROSEGUI LA LETTURA

COVID-19, già 110 casi in Val Seriana a dicembre 2019 é stato pubblicato su Polisblog.it alle 12:55 di Tuesday 30 June 2020