Perché Twitter ha sospeso Anonymous e LulzSec Italia

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Non perdoniamo i tentativi di compromettere o infiltrarsi nei sistemi informatici per scopi dannosi”. Queste le parole che introducono la sezione delle linee guida di Twitter dedicata alla distribuzione di materiali compromessi sulla piattaforma e che sarebbe la violazione alla base della sospensione dei profili Twitter di Anonymous e LulzSec Italia.

Gli account sono stati definitivamente sospesi in quanto violavano le regole di Twitter”, ha spiegato a Wired un portavoce del social network. Ma quali regole? Non solo l’incitamento all’odio, come già raccontato su queste colonne, ma anche la diffusione di materiale hackerato. Contro LulzSec Italia ha preso parola anche il profilo ufficiale del movimento a livello globale, LulzSec, che ha accusato la cellula tricolore di aver “diffamato” il marchio.

In particolare ai colleghi internazionali non sarebbe andata giù la pubblicazione, durante la pandemia, dei dati degli operatori sanitari archiviati su una intranet dell’ospedale San Raffaele di Milano. Un fuoco incrociato di segnalazione avrebbe indotto Twitter a sospendere, dopo alcune settimane, i due account.

Anonymous e LulzSec Italia non sono gli unici gruppi di hackitivisti a essere stati bloccati per effetto dei termini di servizio di Twitter. Sospeso anche l’accounti di DDoSecrets a seguito della pubblicazione di 269 gigabyte di documenti raccolti da alcuni dipartimenti di polizia statunitensi nell’arco di 24 anni. Emma Best, co-fondatrice di DDoSecrets ha spiegato a Wired come il gruppo abbia “lavorato con dozzine di importanti agenzie di stampa in tutto il mondo e pubblicato terabyte di dati per scoprire schemi di riciclaggio di denaro, corruzione e altro ancora”. Un’operazione verità che però Twitter non ha digerito: “Ora siamo stati censurati per la pubblicazione dei file #BlueLeaks”.

 

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