C’è una campagna per bloccare la pubblicità su Facebook anche in Europa

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(Photo by ANDREW CABALLERO-REYNOLDS/AFP via Getty Images)

Facebook è alle prese con il primo vero e proprio boicottaggio organizzato dai suoi inserzionisti che, coinvolgendo dalle più piccole alle più grandi imprese, punta a sospendere le pubblicità sulle piattaforme di Menlo Park fino alla fine di luglio. L’accusa è di lassismo nella gestione dei discorsi di odio sui social network della galassia di Facebook. Multinazionali come Coca-Cola, Sony, Honda o Verizon hanno deciso di ritirare i propri investimenti negli Stati Uniti finché Facebook non prenderà il toro per le corna.

Ma mentre il fondatore Mark Zuckerberg ostenta tranquillità, dicendo che il boicottaggio pesa “per una piccola percentuale delle nostre entrate” e che è convinto che finirà “abbastanza presto”, i sostenitori della protesta vogliono aprire un nuovo fronte in Europa.

Lo sollecita Imran Ahmed, a capo dell’organizzazione no profit britannica Center for countering digital hate. Per Ahmed il proliferare di discorsi d’odio su Facebook “in Europa è generalmente accettato da tutte le parti come un problema serio”. Per questo l’invito è a estendere il ritiro della pubblicità. Se alcune grandi aziende, come .ego, hanno già sospeso gli investimenti a livello globale, altre si sono concentrate negli Stati Uniti. “Se sei una grande azienda e stai ritirando la tua pubblicità dagli Stati Uniti ma non dal resto del mondo”, dice Hahmed, “questo mette in discussione il tuo impegno”.

 

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