Covid-19 in Siria: la crisi sanitaria ai tempi del coronavirus

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L’emergenza Coronavirus ha portato allo scoperto, e in molti casi aggravato significativamente, delle situazioni di povertà e disagio preesistenti. È questo il caso della Siria, dove l’emergenza Covid-19 si aggiunge alle già gravi emergenze che hanno colpito il Paese.

A sottolinearlo sono stati i membri dell’organizazzione umanitaria Azione contro la Fame, che in occasione della recente Conferenza di Bruxelles sul tema “Sostenere il futuro della Siria e della sua regione”, presieduta da Unione Europea e Nazioni Unite, hanno lanciato un appello alla comunità internazionale.

Dopo 10 anni di guerre e conflitti, in Siria la situazione rimane infatti a dir poco critica. Ai bisogni umanitari si aggiunge adesso una crisi sanitaria che non ha fatto che aggravare le condizioni di vita della popolazione. Già prima dell’emergenza Coronavirus in Siria l’80% dei cittadini viveva al di sotto della soglia di povertà. Oggi, a causa delle misure volte ad arginare la diffusione della malattia, la situazione è peggiorata ulteriormente.

Molti siriani comunicano al nostro staff locale che, per vivere, sono costretti a prendere in prestito denaro per soddisfare i propri bisogni di base e a mangiare di meno. Durante i precedenti nove anni di crisi, donne e uomini hanno sfruttato tanto i pochi mezzi di sussistenza e i servizi, soprattutto nelle comunità con minori opportunità,

ha fatto sapere Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame, aggiungendo che sia in Libano che in Siria le tensioni sociali e la violenza rappresentano due problemi da affrontare al più presto.

Covid-19 in Siria: l’appello di Azione contro la fame

Persone sfollate, bambini che muoiono di fame, cittadini che hanno perso il lavoro e che vivono in condizioni di totale insicurezza alimentare: queste sono solo alcune delle problematiche alle quali è necessario dare una risposta ben precisa.

Gran parte delle infrastrutture del Paese è stata gravemente danneggiata o distrutta, tra cui più della metà degli ospedali pubblici, una scuola su tre e gran parte della rete di approvvigionamento idrico. In Libano, nel frattempo, a causa della povertà, due terzi dei rifugiati hanno visto ridursi le razioni di cibo. Più di un terzo degli adulti limita, addirittura, il consumo di alimenti in modo che i bambini possano mangiare.

Per questa ragione Azione contro la Fame, insieme alle altre organizzazioni umanitarie, si sta impegnando per garantire i servizi di base per migliorare la vita delle persone più vulnerabili. Ed è ancora per questa ragione che l’organizzazione chiede che i fondi promessi dagli Stati che partecipano alla conferenza di Bruxelles possano continuare a sostenere queste popolazioni, in modo da consentire ai volontari di affrontare con i giusti mezzi la pandemia, e continuare a supportare la popolazione con ogni mezzo possibile.

Foto di Isa KARAKUS da Pixabay

Covid-19 in Siria: la crisi sanitaria ai tempi del coronavirus pubblicato su Benessereblog.it 06 luglio 2020 14:00.