In Cina è tornata la peste bubbonica

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peste bubbonica
(immagine: Getty Images)

In Cina, e più precisamente nella regione autonoma della Mongolia Interna, è tornata la peste. A riferirlo sono state le autorità cinesi, che hanno deciso di aumentare le misure precauzionali dopo che nella città di Bayannur, situata a nord-ovest di Pechino, è stato registrato un caso sospetto di peste bubbonica. Ma non è il primo: infatti, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa statale Xinhua, la settimana scorsa due fratelli di 27 e 16 anni si sono ammalati di peste bubbonica dopo aver consumato carne cruda di una marmotta. Le autorità cinesi hanno così deciso di emettere un allerta di livello tre, in un sistema di 4 livelli, che durerà fino alla fine dell’anno, mentre si cerca ancora di capire come l’ultimo paziente sia stato contagiato.

La peste bubbonica, ricordiamo, è una delle malattie infettive più letali della storia. Causata dal batterio Yersinia pestis, viene trasmessa attraverso le punture di pulci parassite di roditori, ratti, scoiattoli, marmotte e cani della prateria. Come riporta Epicentro, dell’Istituto superiore di sanità, “la sua origine è molto antica e per la sua violenza è diventata nell’immaginario collettivo la morte nera”. L’ultima grande pandemia è cominciata in Cina a fine ‘800, e dal lì si diffuse negli altri continenti, contagiando ben oltre 30 milioni di persone e uccidendone 12 milioni.

In particolare, la peste bubbonica è una delle tre forme della peste (le altre due sono quella polmonare e setticemica), la più comune. Si manifesta in seguito alla puntura di pulci o per contatto diretto tra materiale infetto e lesione cutanee e provoca bubboni, ingrossamenti infiammati delle ghiandole linfatiche, oltre che febbre, brividi, mal di testa e debolezza. In questa forma, precisa Epicentro, la malattia non si trasmette da persone a persona. Attualmente non esiste un vaccino contro la peste: diventa quindi fondamentale riconoscerne tempestivamente i sintomi e intervenire nelle prime ore dalla loro comparsa, con gli antibiotici. Se non trattata in tempo, infatti, la peste bubbonica può trasformarsi in peste polmonare, malattia che provoca una polmonite e che può trasmettersi da persona a persona tramite aerosol.

Dopo la conferma di questo ultimo caso di peste bubbonica, le autorità sanitarie stanno ora incoraggiando le persone ad adottare misure precauzionali per ridurre al minimo il rischio di trasmissione da uomo a uomo ed evitare il consumo di animali che potrebbero causare infezioni. “Al momento, esiste il rischio che un’epidemia di peste si diffonda in questa città”, ha riferito l’autorità sanitaria local, secondo il quotidiano China Daily. “I cittadini dovrebbero quindi migliorare la propria capacità di autoprotezione e segnalare prontamente condizioni di salute anormali”. Sebbene non si sappia ancora come il paziente sia stato contagiato, le autorità ipotizzano che il responsabile sia la marmotta, roditore che viene consumato in alcune parti della Cina e che storicamente ha causato epidemie in queste regioni. Si pensa infatti, che questo animale abbia causato l’epidemia di peste polmonare del 1911, che ha ucciso circa 63 mila persone nel nord-est della Cina.

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