Cbi, continuando ad accelerare i processi di open finance

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Vent’anni sono un lasso temporale importante considerando i cambiamenti tecnologici su larga scala e l’accelerazione della digitalizzazione nella società e nelle varie industry, compresa quella finanziaria. Ma oggi come allora, la società Cbi nata nel 2001 su impulso dell’Abi come Associazione per il Corporate Banking Interbancario – continua ad accompagnare i suoi aderenti, banche e intermediari finanziari, nell’offerta di servizi a imprese, cittadini e Pubblica amministrazione.

Cbi fornisce l’infrastruttura tecnica che rende possibile l’interconnessione degli intermediari aderenti con la rispettiva clientela, al fine di erogare servizi di vario tipo, a partire da quelli di pagamenti e incassi (e fino a quelli di Open Finance e non solo). Grazie a Cbi le imprese possono dialogare facilmente con le banche o gli intermediari finanziari che a loro volta propongono ad aziende e Pa innovazioni di servizio, aderendo alle regole previste per coloro che operano nell’area delle operazioni di pagamento in Italia e nella Ue.

Tre milioni di aziende in Italia gestiscono la tesoreria aziendale grazie al servizio CBI, con le relative funzioni di incasso, pagamento, informative e fatturazione; mentre un bacino che comprende 4 milioni di cittadini, grazie a Cbill, paga avvisi di pagamento pagoPa, ma anche assicurazioni e bollettini di utenze in modalità multicanale e multibanca. Anche il settore pubblico può in modo centralizzato, gestire non solo gli incassi e i pagamenti ma anche monitorare i flussi finanziari intorno alle grandi opere, certificare i crediti Pa, ecc. E non manca la leva dell’Artificial intelligence ai fini dell’analisi predittiva grazie al servizio big data che aiuta gli aderenti a conoscere meglio la propria clientela per raggiungerla con campagne di marketing e offerte commerciali personalizzate.

Le relazioni tra i diversi attori del sistema bancario, finanziario è stata profondamente riscritta negli ultimi anni dal digitale, con ricadute sulle tradizionali attività; un processo, quello del calo dell’operatività fisica, destinato a diventare sempre più pervasivo, come ha dimostrato la crisi Covid-19.

Il mondo ha rallentato, nella fase più acuta del problema, ma naturalmente non sono venuti meno i bisogni ordinari di banche e clientela: in questo ambito ad esempio, grazie al servizio Mutuitel, Cbi sta supportandoto le banche nella gestione di pratiche di erogazione dei mutui così come interconnettendo intermediari finanziari e notai per garantire -con piena affidabilità e validita- le operazioni relative a questa tipologia di contratto.

Più in generale, come mostrato anche dal recente choc, sarà sempre più decisivo per i diversi attori dell’ecosistema farsi trovare pronti per tempo, grazie a visioni di ampio respiro che un abilitatore come Cbi può concretizzare grazie a una infrastruttura flessibile, alla conoscenza profonda del panorama normativo domestico e non, e in generale alla capacità di proporre servizi in linea con le diverse esigenze degli utenti.

Liliana Fratini Passi, direttore generale Cbi

I margini sono importanti, in un mondo dove non solo i tradizionali istituti di credito ma anche altri player di area finanziaria hanno compreso l’importanza di agire in ottica open con le relative scelte sulla componente tecnologica. Il compito di Cbi attraverso la sua infrastruttura e i servizi innovativi, e piattaforme specifiche come Cbi Globe – che semplifica la relazione tra prestatori di servizi di pagamento e fintech anche a livello internazionale – è quello di continuare ad accompagnare le evoluzioni di queste macroaree (open finance, open banking) e al tempo stesso consentire alle banche di agire sempre più come intermediario di servizi terzi.

Un’opzione possibile – con l’integrazione via Api di servizi di altre industrie e Pa- nell’ambito dell’ecosistema Cbi Globe.

La spinta all’innovazione vede Cbi contribuire anche allo sviluppo dei servizi in ambito Open Government in un paese che ha bisogno sempre più di digitale – e fluidità nei rapporti tra banche-imprese e contribuenti – per risollevare l’economia e tornare a correre.

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