Come usare il crowdfunding per rilanciare mestieri e professioni

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La Cesarina Annamaria con i suoi ospiti a Milano – Ufficio stampa Cesarine

Parola d’ordine: adattamento. Questo 2020 ha costretto a ripensare tanti modelli di business. Anche mestieri e professioni tradizionali si stanno riorganizzando, utilizzando l’online come volano di sviluppo. Non solo sul fronte della vendita di beni e servizi, ma anche per raccogliere i capitali necessari a sostenere il cambio di passo con campagne di equity crowdfunding (la raccolta di capitale da una massa di investitori distribuiti)

Barba e capelli: Barberino’s

Barberia tradizionale e innovazione. Questa è la sfida di Barberino’s, la catena nata a Milano nel 2015 e ispirata alla tradizione siciliana. Durante l’emergenza sanitaria Barberino’s ha cercato di giocare d’anticipo: “Siamo stati i primi a introdurre gli shaving bond sul nostro ecommerce – racconta Michele Callegari, cofondatore del gruppo -. Con un clic i nostri clienti potevano comprare voucher elettronici che davano diritto a tagli di capelli o rasature da utilizzare alla riapertura ad un prezzo scontato. Abbiamo creato un negozio virtuale, dando la possibilità di prenotare via email delle video consulenze gratuite. Abbiamo inoltre potenziato lo shop online e le consegne”.

Ora Barberino’s ha appena chiuso una campagna record su Mamacrowd: un milione di euro in equity crowdfunding, raccolti in soli 20 giorni. Soldi che serviranno a sostenere sia l’apertura di nuovi negozi sia per la creazione di un’accademia di barberia online, prevista per la fine del 2020. La raccolta di capitali freschi ha subito dato frutti, con l’apertura di dieci nuove posizioni lavorative.

Cucina regionale italiana: Le Cesarine

Anche la pasta fatta in casa e la cucina tradizionale regionale si rinnovano attraverso il web. È il caso de Le Cesarine: la più antica rete di cuoche casalinghe d’Italia, che accolgono nelle proprie case buongustai e viaggiatori provenienti da tutto il mondo, offrendo l’esperienza di cucinare e poi mangiare insieme piatti tipici italiani. Un sistema di condivisione fisica degli spazi messo in forte discussione dalla pandemia. “Da fine febbraio alla fine di giugno abbiamo interrotto le attività in casa – spiega Maria Letizia Zuffi, direttore generale de Le Cesarine -. Ora però siamo ripartite e le nostre cesarine assicurano le stesse misure di sicurezza di un ristorante”.

Sin dall’inizio della pandemia abbiamo potenziato la nostra offerta di ricette e corsi online, contenuti che hanno avuto un grande successo – racconta Zuffi –. Per questo abbiamo deciso di potenziare lo sviluppo online. La nostra campagna di equity crowdfunding partirà nei prossimi giorni su Crowdfundme con un obiettivo di raccolta di 500-600mila euro e ci permetterà di attivare nuovi servizi. Lanceremo l’assistenza online e in diretta per cucinare. Sarà possibile preparare piatti insieme anche se a distanza, sia attraverso videochat, sia attraverso i canali social (Facebook, Instagram e Whatsapp). Abbiamo in programma anche l’apertura di uno store online, che venderà solo prodotti regionali, selezionati dalle cesarine di tutta Italia”.

Dal vivaio al fioraio: Bloovery

Bloovery è una startup italiana che vuole innovare l’industria floreale, accorciando grazie a una piattaforma online la catena che va dal produttore al fioraio. Più la catena è corta e integrata, più i costi sono contenuti. Anche qui parliamo di un settore che è stato duramente colpito nel periodo del lockdown, con migliaia di tonnellate di fiori e piante andati al macero perché in quel periodo la vendita al dettaglio era totalmente ferma. Ma ora le vendite sono ripartite e diventa quindi fondamentale per chi vende – i fiorai – acquistare fiori e piante di qualità al prezzo più basso possibile.

Bloovery è la novità più interessante in un settore ad alto potenziale di innovazione, che vale 14 miliardi di euro in Europa, di cui 9 miliardi solo nei 5 mercati principali, tra cui l’Italia – spiega Simone Guzzetti, amministratore delegato e co-fondatore di Bloovery -. Durante il periodo di lockdown abbiamo notato un avvicinamento al digitale e una maggiore sensibilità dei clienti alla vendita online: nel mese di maggio 2020 abbiamo avuto un +50% di registrazioni alla piattaforma. Noi puntiamo a innovare la filiera dal lato B2B (business to business, ndr), ponendoci come volano per la ripartenza del settore produttivo e distributivo che per il nostro paese rappresenta un importante asset in termini di pil, indotto, occupazione”.

Bloovery è stata in campagna equity crowd fino al 3 luglio raccogliendo quasi 164mila euro. I fondi serviranno sia a migliorare il sito Bloovery.com, sia a far partire l’espansione all’estero, verso Germania e Regno Unito, due mercati fondamentali in Europa.

L’avvocato giusto a portata di click: AvvocatoFlash

Trovare un avvocato di fiducia non è mai facile. Inoltre, perché andare di persona in uno studio professionale, quando puoi trovare il legale perfetto per le tue esigenze comodamente da casa? Questa è l’idea alla base di AvvocatoFlash, la piattaforma online di servizi legali che consente di trovare un avvocato in modo facile, veloce e gratuito. Ovviamente si tratta sia di una comoda opportunità per gli utenti, sia un potenziale nuovo canale di acquisizione clienti per i professionisti. Una possibilità che il mercato sembra aver fiutato, con già 178 avvocati iscritti (e paganti) a fine maggio. Quadruplicati rispetto a quanti ce n’erano solo a febbraio. La startup è incubata in Luiss Enlabs a Roma e sta ora aumentando il proprio capitale via crowd. Superata la soglia di 235mila euro, il prossimo e ultimo obiettivo è l’hard cap di 300mila.

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