Storie di 4 città italiane che non hanno tagliato i progetti di economia sostenibile

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Parco del Valentino, Torino (Foto di Antonio Sessa da Unsplash)

Indietro non si torna. La crisi economica innescata dal Covid-19 ha inciso pesantemente sui bilanci – già critici – dei Comuni italiani. Ma quelli che più hanno investito in politiche di sostenibilità ambientale e sociale, non hanno cambiato rotta. Sono le città benchmark d’Italia, campioni nazionali della sostenibilità in termini di politiche attive: Trento, Bolzano, Mantova, Torino. A identificarle Stefano Pogutz, Head of Sustainability Vertical dell’Acceleratore -B4I, Università Bocconi, che ha incrociato diversi parametri. Non solo “green” e sviluppo economico, ma qualità della vita, supporto al welfare, ai giovani, alla cultura.

Non siamo molto abili a vendere le nostre cose. Penso al Trentino Alto Adige, alla Toscana, o all’Umbria, dove la qualità della vita non è misurata soltanto dal Pil: in tema di economia circolare e sostenibilità delle nostre città, noi italiani siamo tra i primi a livello europeo. Storicamente privi di materie prime, abbiamo fatto dell’uso sapiente delle risorse e della resilienza fattori di sviluppo“, spiega Pogutz. Sì, perché se è vero che alcune città straniere come Amsterdam hanno recentemente scelto modelli economici di sviluppo basati sulla sostenibilità per reagire alla crisi pandemica, “se penso a Trento o Mantova, questi “nuovi” modelli li vivono già a pieno. E da tempo. Sono esempi reali di approcci sostenibili ed economia circolare“. Come ricorda Pogutz, queste città virtuose spiccano spesso nei ranking dei parametri di sostenibilità: “La domanda da farsi è se riescano a mantenere l’adozione di queste politiche, anche dopo aver subito i contraccolpi economici della pandemia. Soprattutto a livello ambientale: i progetti per rendere le nostre città ‘green’ sono quelli più a rischio nel momento in cui il budget va tagliato. Quali sono state quindi le scelte politiche di questi “campioni” italiani?

Trento: sostegno ai redditi e nuovi progetti

Sgravi fiscali, sostegno al reddito, mobilità sostenibile, progettualità: Trento non taglia, ma rilancia. In un documento intitolato “Trentoltre”, dedicato specificamente alle problematiche urbane innescate dal post-Covid, la giunta comunale si impegna così: “Noi crediamo che tutti dobbiamo approfittare di questo tempo per alzare l’asticella e per costruire una normalità più avanzata, qualitativamente migliore rispetto alla precedente“.

Oltre alle misure legate all’emergenza Covid-19 (come la rimodulazione delle aliquote Imis ai proprietari di immobili se intervengono a favore dell’affittuario e il Cosap gratuito (Canone di occupazione) dal 1º maggio al 31 ottobre 2020), a Trento si progettano piani di sviluppo. Come l’implementazione della Biblioteca digitale trentina. O la sostenibilità ambientale. Il Comune si impegna a dare seguito al suo piano della mobilità sostenibile, potenziando servizi di bike sharing e reti ciclabili, e al “Piano 10 minuti”: dare la possibilità ai cittadini di raggiungere il luogo di lavoro, la scuola o andare dal medico e fare la spesa attraverso un’infrastruttura di mobilità urbana che consenta a tutti di farlo in appena dieci minuti.

Bolzano: potenziare il welfare, abbattere la Co2

Nell’altra provincia del Trentino Alto Adige, le parole d’ordine sono state flessibilità e continuità. “Abbiamo modificato i servizi in una logica di prevenzione del contagio e di contenimento del danno. Chiudendo strutture residenziali, acquistando quanto necessario per le pratiche assistenziali in sicurezza, organizzando la consegna a domicilio dei buoni di acquisto per i generi alimentari, rimodulando i servizi (ricovero e pasti) per i senza fissa dimora”, spiega Carlo Alberto Librera, direttore della Ripartizione servizi alla comunità locale di Bolzano. In particolare, la giunta comunale ha stanziato  350mila euro in più per i buoni acquisto di generi alimentari, ha aumentato del 10% i fondi destinati a contributi per le associazioni che lavorano su progetti sociali, ha abolito il Cosap.

Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, il Comune procede in linea con il suo piano: “Ad oggi la rete di piste ciclabili sul territorio comunale è in costante ampliamento, e già supera i 50 chilometri: tant’è che oltre un terzo degli spostamenti interni al capoluogo altoatesino avviene senza ricorrere a mezzi motorizzati“. Inoltre in piena pandemia il consiglio comunale ha approvato il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima che individua le azioni necessarie per adattarsi ai cambiamenti climatici e ridurre entro il 2030 le emissioni di CO2 del 40% rispetto all’anno 2010.

Mantova: proteggere salute umana e natura urbana

A Mantova l’assessore all’Ambiente Andrea Murari spiega che, pur a fronte dell’emergenza coronavirus, uno dei più grandi risultati è stato non rinunciare a quanto già deciso in materia di sostenibilità ambientale: “Non hanno subito tagli il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima, né la pianificazione della resilienza o la prosecuzione dei progetti europei per la costruzione del piano di rinaturalizzazione del territorio, così come le politiche volte al risparmio energetico“.

Preservate le iniziative a favore della tutela dei corsi d’acqua (Progetto balneabilità dei laghi, Progetto Rio, Adesione al contratto di fiume Mincio), i progetti di efficientamento energetico e uso delle biomasse (PrepAir), il Piano della mobilità sostenibile. In particolare è stata salvata da tagli di budget l’iniziativa Mantova Challenge, nata con la Fao e diffusa dal capoluogo a livello internazionale, per stimolare le amministrazioni locali a migliorare la progettazione, la pianificazione e la gestione di alberi e foreste urbane.

Torino: network digitali per il bene comune

La tecnologia al servizio della cittadinanza e dell’ambiente. Durante l’emergenza Covid-19, è la “trasversalità di innovazione, digitale e tecnologia che si è fatta sentire sulle politiche di sostenibilità della città, sia sul fronte sociale che ambientale” secondo Marco Pironti, assessore a Innovazione e smart city di Torino. A tal riguardo, l’assessore sottolinea due iniziative: “L’informatizzazione della rete tramite il progetto ‘Torino solidale’, che ha consentito di tagliare drasticamente i tempi di erogazione delle risorse governative alle persone in difficoltà economiche e di identificare in maniera più puntuale le priorità della città nella distribuzione dei pacchi alimentari“. Un’altra iniziativa di rilievo è stata la campagna ‘Torino City Love’ che attraverso la solidarietà digitale ha sviluppato un centinaio di progetti per offrire gratuitamente risorse, azioni e competenze a supporto di cittadini e imprese del territorio durante l’emergenza.

Infine, spiega Pironti, un progetto innovativo sviluppato con Fca: Turin Geofencing Lab. “Si tratta di sperimentare l’integrazione della mobilità elettrificata con le infrastrutture di gestione delle ztlall’interno della viabilità urbana. Obiettivo: validare il sistema che fa passare automaticamente le auto ibride in modalità elettrica“. Il tutto senza dimenticare i progetti di mobilità più canonici (es. biciclette e monopattini). Ma invece cercando, anche nella città della Mole come negli altri benchmark urbani sostenibili del Bel Paese, di far coincidere la parola ‘crisi’ con il concetto di ‘opportunità’.

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