5 fumetti horror per l’estate

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Una valida cura per il caldo estivo? Semplice: una storia a fumetti così spaventosa da far scendere un brivido lungo la schiena. Per fortuna l’horror è sempre stato e continua ad essere un genere popolare che ben si sposa con la narrativa illustrata. Gli ultimi mesi non sono stati l’eccezione e hanno offerto ai lettori valide serie e graphic novel dalle tinte macabre se non espressamente splatter. Ecco allora 5 recenti fumetti horror che vi faranno venire la pelle d’oca anche in estate. Chi non dovesse reggere alla tensione, può sempre rilassarsi subito dopo con un classico western o una moderna opera di scifi illustrata.

1. Gideon Falls, di Jeff Lemire, Andrea Sorrentino

L’estate inizia con un ritorno della serie cult Gideon Falls: è uscito a luglio, infatti, il terzo volume italiano del fumetto horror edito da Bao Publishing (3 vol., 136 pp, 18 euro cad.) e vincitore nel 2019 di un Eisner Award come miglior nuova serie.

Norton Sinclaire è un giovane ossessionato dalla presenza di frammenti di legno e chiodi, all’apparenza insignificanti, rinvenuti in mezzo alla spazzatura di una città; padre Fred è un prete anziano e travagliato, inviato per motivi misteriosi a sostituire il defunto parroco del paesino di campagna di Gideon Falls. Cosa hanno in comune due figure all’apparenza così distanti? A entrambi si è rivelata una misteriosa stalla nera, un edificio che appare e svanisce nel nulla, accompagnato da presenze inquietanti e da eventi nefasti. Norton, padre Fred e tutti coloro che li circondano verranno trascinati in un viaggio nella follia la cui destinazione è, solo all’apparenza, un oscuro edificio di legno.

Una storia che unisce sapientemente orrore rurale e psicologico, illustrata con tratto sporco e graffiante e una composizione delle tavole che simboleggia non solo il disagio mentale dei protagonisti, ma anche le sempre più disorientanti coordinate spazio-temporali della storia.

2. Discesa all’inferno, di Garth Ennis, Goran Suduka

Due agenti dell’Fbi entrano in un magazzino… Sembra l’inizio di una barzelletta, ma Garth Ennis è in grado di trasformare un incipit apparentemente banale in una vera e propria discesa all’inferno. Sin dalle primissime tavole del primo volume, l’autore irlandese di Preacher, Hellblazer e The Boys conferma la propria volontà di scioccare i lettori; e prima della fine del secondo e ultimo volume, ci sarà riuscito.

Shaw è un’agente di quasi 40 anni, disillusa e amareggiata, disturbata dalle immagini violente cui ha assistito durante la propria carriera e nel suo ultimo caso in particolare. McGregor è il ritratto del giovane aitante, brillante e pronto a cambiare il mondo. Questa coppia canonica precipiterà senza preavviso in una missione infernale durante un sopralluogo in un magazzino. Tra flashback, indagini su crimini agghiaccianti e visioni da incubo, l’orrore inspiegabile e subitaneo si mescola con l’atrocità del crimine di tutti i giorni (Saldapress, 2 volumi, 128-160 pp, 19,90 euro cad.).

3. Da altrove e altri racconti, H.P. Lovecraft, Erik Kriek

Quando si parla di horror, immancabilmente salta fuori HP Lovecraft. C’è forse chi è stufo di vedere spuntare l’innominabile Cthulhu dietro ogni angolo, neanche fosse un tentacoluto prezzemolino, ma c’è una ragione per cui i classici, dopo tutto, sono classici. E questa raccolta di racconti trasposti in fumetto e illustrati con toni  underground dall’olandese Erik Kriek ci ricorda, ancora una volta, perché Lovecraft sia uno dei maestri insuperati dell’orrore, anche a distanza di oltre 80 anni dalla sua morte.

Eris Edizioni ha da poco pubblicato l’edizione definitiva dell’adattamento di Kriek, in un volume deluxe dal grande formato, ricco di contenuti extra (120 pp, 19 euro). Ritroveremo così classici come Il colore venuto dallo spazio (giusto in tempo per l’arrivo del film omonimo con Nicholas Cage), Dagon, Da altrove, e La maschera di Innsmouth. Molti autori hanno provato a reinterpretare o reinventare i miti di Lovecraft, ma quella di Kriek è una delle trasposizioni più fedeli nello spirito, che presenta una interessante soluzione visiva all’eterno enigma di un errore indescrivibile.

4. The Damned, di Cullen Bunn e Brian Hurtt

A volte l’orrore decide di abbandonare la propria gabbia, uscire dai confini di genere e mescolarsi, divertito, ad altre tipologie di storie che normalmente se ne terrebbero ben alla larga. Non c’è altro modo di spiegare quanto succeda in The Damned, che potrebbe essere descritta come una storia di gangster e demoni, con toni che oscillano tra l’horror autentico, la crime story e il fantasy.

Siamo – ovviamente – negli anni del proibizionismo. Eddie Tamblyn è maledetto da un dono unico: non c’è verso che resti morto. Quando viene ucciso, chiunque ne tocchi il cadavere si ritrova a condividerne la sorte, colpito dalle stesse ferite che hanno causato la morte di Eddie. Quest’ultimo, invece, ritorna in vita più arzillo di prima. Eddie diviene così un sicario molto ambito, uno strumento nelle mani delle famiglie di demoni mafiosi (letteralmente) che si fanno la guerra per assumere il controllo della città.

La serie che ha lanciato la carriera di Cullen Bunn, tra le penne più in voga nel mondo dei comics Usa, è edita in Italia da ReNoir (2 volumi, 152-138 pp, 14,90 euro cad.).

V Wars, di Jonathan Maberry, Alan Robinson

L’omonima serie tv di casa Netflix è priva di mordente, ma questo non dovrebbe scoraggiare i lettori appassionati di horror.

In V Wars (Magic Press, 2 volumi, 120 pp, 14 euro cad.), lo scioglimento delle calotte polari libera un virus che, a sua volta, risveglia un gene dormiente negli umani: quello del vampirismo. Il problema è che non serve essere morsi sul collo per trasformarsi in mostri assassini e assetati di sangue. Ogni individuo può essere colpito dal virus, e ciascuno ne è influenzato in modo diverso in base al proprio patrimonio genetico. L’arrivo del virus spinge il mondo oltre il baratro del caos, scatenando la prima guerra mondiale tra le varie tipologie di vampiri e umani.

Questa serie dai toni splatter, che sostituisce i soliti zombie con i vampiri in tutte le loro accezioni (intelligenti o bestiali, pipistrellosi o indistinguibili dagli umani), è il rimedio perfetto per chi si sente orfano degli scenari post-apocalittici e delle morti efferate e sconvolgenti di Walking Dead.

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