Fontana e le mancate zone rosse, era tutto pronto: l’elenco dei comuni mai chiusi (audio esclusivo Fanpage)

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Un’altra tegola si abbatte sul governo regionale della Lombardia a guida leghista, già ampiamente criticato per la gestione dell’emergenza sanitaria legata al Covid-19.

Secondo un audio esclusivo di Fanpage.it, quando era già conclamata l’esplosione dell’epidemia in regione, partita dal focolaio lodigiano, era tutto pronto per dichiarare la zona rossa in altri 9 comuni (6 in provincia di Lodi e 3 in quella di Cremona), ma alla fine non se ne fece niente. Per motivi di opportunità politica, accusano dall’opposizione.

Di allargare la zona rossa da 10 a 19 comuni se ne era parlato già la sera del 23 febbraio, giorno in cui Codogno e altri 9 centri del lodigiano erano entrati ufficialmente in lockdown. Alla riunione partecipavano il governatore lombardo Attilio Fontana, il prefetto di Lodi e la Protezione civile da Roma.

Nell’audio esclusivo di Fanpage, Fontana fa l’elenco degli altri comuni che sarebbero dovuti entrare in zona rossa (il primo citato è un errore) e cioè: “Santo Stefano Lodigiano, San Rocco al Porto, Corno Giovine, Cornovecchio, Caselle Landi, Pizzighettone, Formigara, Gombito (quest’ultimi tre nel cremonese, Ndr), e Brembio”.

Quindi si sente la persona identificata come il prefetto di Lodi dire: “Appena Attilio (Fontana, ndr) mi formalizza, ma già lo sapevo perché me l’aveva comunicato Giulio (Gallera, assessore alla Sanità, ndr), questi comuni”, vanno in lockdown.

“Lavoriamo sui nuovi check – prosegue il prefetto – perché li dobbiamo ovviamente mettere su carta e poi comunico a te e al dipartimento della pubblica sicurezza che è già preavvisato, l’ho già detto e comunicato al ministro dell’Interno, che ci sarà un ulteriore allargamento”.

Tutto è già disposto quindi. Peccato che la decisione, che avrebbe potuto porre un argine al rapido diffondersi dei contagi tra fine febbraio e primi di marzo tra Lodi e Bergamo, non sia mai stata presa e la zona rossa sia rimasta solo a Codogno e nei primi 9 comuni del lodigiano.

È la stessa accusa piombata sulla giunta regionale per non avere chiuso Alzano e Nembro, nel Bergamasco, comuni nei quali i numeri dell’epidemia già il 3 marzo superavano quelli della zona in lockdown del Lodigiano.

Secondo il consigliere regionale del M5S, il cremasco Marco Degli Angeli, a mancare è stata solo l’autorizzazione formale della giunta regionale: “La richiesta a Fontana è di mettere nero su bianco la volontà di agire, ma nei fatti nessuna zona rossa è stata ampliata”.

Anche perché in quei giorni erano molte le voci contrarie alle chiusure e nessuno in regione sembrava volersi intestare quel tipo di decisione impopolare. Delegare tutto al governo in quel momento sarà sembrata la decisione politicamente più saggia.

“Da questo audio – dice ancora Degli Angeli riferendosi all’esclusiva di Fanpage.it – emerge che c’era ampia disponibilità da parte della Protezione civile di dispiegare tutte le forze necessarie per istituire nuove zone rosse. Regione aveva la possibilità di fare o indirizzare scelte importanti. Fontana, Gallera, tutta la giunta non si è dimostrata all’altezza: così nessuna zona del Cremonese è stata protetta, nonostante sia la provincia con incidenza di positivi al covid più alta della regione. Come ad Alzano hanno temporeggiato e non hanno capito la gravità della situazione”.

Per Alzano e Nembro, Fontana e Gallera avevano chiesto al governo di decidere se chiudere o meno, ma senza usare toni troppo perentori, sottolinea il Corriere della Sera.

Il rimpallo di responsabilità sulle mancate zone rosse nella bergamasca è oggetto di un’inchiesta della magistratura.

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Fontana e le mancate zone rosse, era tutto pronto: l’elenco dei comuni mai chiusi (audio esclusivo Fanpage) é stato pubblicato su Polisblog.it alle 14:57 di Saturday 01 August 2020