Martin Sheen, gli 80 anni del capitano di Apocalipse Now

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martin sheen
(Foto: Getty Images)

C’è una notizia che negli ultimi giorni ha fatto la gioia degli appassionati di serie: su Amazon Prime Video è tornata disponibile
The West Wing, una delle produzioni più apprezzate e, in generale, considerata fra le meglio realizzate della storia. Prodotta in origine dal canale americano Nbc dal 1999 al 2006 e scritta da Aaron Sorkin, in Italia – dove è stata sottotitolata Tutti gli uomini del presidente era diventata di difficile reperimento. Il ritorno in streaming corrisponde, fra l’altro, a una fortunata coincidenza temporale: il suo protagonista, Martin Sheen, l’attore che interpreta il presidente Jed Bartlet, compie oggi 3 agosto 80 anni.

Nato nel 1940 da una famiglia di immigrati (la madre era irlandese e il padre gallego, tanto che il suo vero nome è Ramón Estévez), l’attore è ormai un’istituzione di Hollywood e, prima di recitare in televisione, si è costruito una solida carriera cinematografica: dopo gli esordi fortunati alla fine degli anni ’60 in film come La signora amava le rose e Comma 22 di Mike Nichols, Sheen diviene celebre per il suo ruolo nell’opera di Terence Malick del 1973 La rabbia giovane, ma ancora di più interpretando il capitano Benjamin L. Willard nel capolavoro di Francis Ford Coppola Apocalypse Now nel 1979
(nonostante le difficoltà vissute durante le riprese, fra tifoni, alcolismo e persino un infarto, quella fu la parte, intensa e drammatica, che più lo identificò presso il grande pubblico).

Negli anni, poi, è stato nel cast di un centinaio di film, come Gandhi di Richard Attenborough, La zona morta di David Cronenberg, Wall Street di Oliver Stone, Il presidente di Rob Reiner (scritto sempre da Sorkin), Prova a prendermi di Steven Spielberg, The Departed di Martin Scorsese. Nel 1990 ha anche interpretato l’unico film che abbia mai diretto nella sua carriera, Uomini al passo: nella pellicola recitano due dei suoi figli, Charlie Sheen, noto per la sua vita turbolenta e per i ruoli in Hot Shots e Due uomini e mezzo, e Ramón Estévez (anche gli altri suoi due figli, Emilio e Renée sono attori).

Accanto al cinema, Martin Sheen non ha mai disdegnato i ruoli televisivi, tanto che nel 1993 vince un Emmy per il ruolo di guest star nella serie Murphy Brown. Ma la consacrazione catodica gli viene appunto con The West Wing, dove interpreta un presidente degli Stati Uniti dalla solida formazione economica e dai grandi ideali che deve anche nascondere agli elettori la sclerosi multipla; il ruolo gli valse un Golden Globe e due Sag Awards. Più di recente è stato protagonista dell’apprezzata comedy Netflix Grace and Frankie, dove affianca mostri sacri del suo calibro come Jane Fonda, Lily Tomlin e Sam Waterston, la cui settima e ultima stagione dovrebbe debuttare a gennaio.

Alla carriera cinematografica, Sheen ha sempre affiancato un attivismo molto acceso: ha dichiarato che nella sua vita è stato arrestato una sessantina di volte per atti di disobbedienza civile, impegnandosi soprattutto contro la guerra e in favore dell’ambiente. Di recente, proprio come la sua collega Jane Fonda, si è visto spesso alle proteste di Fridays for Future per intimare ai governi del mondo, e in particolare a quello degli Stati Uniti, di agire in fretta contro la catastrofe climatica. Fervente cattolico, ha espresso nel tempo posizioni contraddittorie sull’aborto, dichiarandosi pro-life e quindi personalmente contrario all’interruzione di gravidanza, ma sostenendo anche il diritto delle donne di scegliere liberamente.

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