La capitalizzazione in Borsa di Apple vale quanto il pil dell’Italia

0
60
Questo post è stato pubblicato qui
(Photo by Budrul Chukrut/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

Apple è l’azienda tecnologica con la maggiore capitalizzazione al mondo. Dopo la seduta in borsa di mercoledì 19 agosto, quando il titolo ha raggiunto i 467,77 dollari per azione, la compagnia di Cupertino ha raggiunto la valutazione record di oltre 2mila miliardi di dollari, riporta Reuters. Si tratta della prima società americana a raggiungere quella cifra, che è eguagliata soltanto da quella del colosso petrolifero saudita Saudi Aramco, tra le società più capitalizzate al mondo dopo la sua quotazione.

E se il numero è in sé è già impressionante, vale la pena ricordare che soltanto nell’estate 2018 la Mela aveva già stabilito un record superando il tetto dei mille miliardi di dollari di capitalizzazione, seguita anche dagli altri big tecnologici americani come Amazon e Microsoft, che oggi valgono intorno ai 1.600 miliardi di dollari, e da Alphabet, a quota 1.050 miliardi. In soli due anni però Apple è riuscita a doppiare quella cifra, e il valore stimato della società californiana vale quasi quanto il prodotto interno lordo italiano del 2019.

Così, mentre il mondo attraversa una delle peggiori crisi economiche degli ultimi anni a causa delle misure prese per contrastare l’emergenza Covid-19, Apple si conferma a pieno titolo tra i leader dei giganti tecnologici che hanno subito meno i contraccolpi della pandemia. Il totale degli incassi però ha continuato a crescere, facendo registrare nel quarto trimestre chiuso a fine giugno ricavi per 59,7 miliardi di dollari, contro i 53,8 miliardi dello stesso periodo del 2019, e nel complesso le azioni del gruppo hanno guadagnato da inizio anno circa il 60%.

Eppure la Mela era stata tra le prime compagnie a chiudere tutti i suoi negozi a livello globale a causa del lockdown, e a far crescere i bilanci è stato soprattutto il comparto dei servizi, che include tra l’altro lo spazio Cloud, la piattaforma Apple Pay, Apple Music, iTunes e l’App Store, che complessivamente hanno registrato tra marzo e giugno 2020 incassi per 13,1 miliardi di dollari, in aumento rispetto agli 11,4 miliardi dello stesso periodo dell’anno scorso.

Ma proprio sui servizi e su alcune condizioni dell’App Store si concentrano le principali critiche rivolte ad Apple da parte di altre società e delle istituzioni. Oltre alle indagini dell’Antitrust europea e di quella americana a proposito di possibili violazioni della concorrenza, a tenere banco negli ultimi giorni è soprattutto la causa legale mossa da Epic Games, che sviluppa il videogame Fortnite, contro la politica della Mela di applicare una trattenuta del 30% sugli acquisti in-app delle applicazioni presenti sul suo App Store, a cui è seguita la decisione di Cupertino di impedire la possibilità di scaricare il popolare videogame.

Insomma, una tra le principali risorse che ha permesso ad Apple di tagliare il traguardo dei 2.000 miliardi di capitalizzazione sembra oggi anche essere quella in grado di causare le maggiori preoccupazioni per l’azienda di californiana.

The post La capitalizzazione in Borsa di Apple vale quanto il pil dell’Italia appeared first on Wired.