5 libri imprescindibili per chi ama la musica

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Non si può fermare la musica – parte seconda. Dopo i documentari da vedere in streaming per un viaggio dal jazz al pop, è la volta dei libri da non perdere: per esempio, la biografia di Bono degli U2 per festeggiare i suoi 60 anni, il pamphlet-confessione di Morgan e un flusso di coscienza tra romanzo e poesia di Achille Lauro. Ancora: una guida completa al rock in Italia e una riflessione, davvero interessante, sulle donne che scrivono di musica rock.

1. Bono. La voce degli U2 tra musica, impegno e solidarietà

Bono. La voce degli U2 tra musica, impegno e solidarietà

Salmi e inni mi hanno preparato per l’onestà di John Lennon, la lingua barocca di Bob Dylan e Leonard Cohen, la gola aperta di Al Green e Stevie Wonder”. È la prima delle tantissime frasi scelte e messe in evidenza in Bono. La voce degli U2 tra musica, impegno e solidarietà (Hoepli) di Loris Cantarelli, uscito a pochi giorni dal sessantesimo compleanno del cantante lo scorso 10 maggio. Dall’infanzia a Cedarwood Road 10, Dublino, tra l’educazione cattolica e i disordini politico-religiosi dell’Irlanda del tempo, ai primi passi della band e al grande successo mondiale con The Joshua Tree, fino al momento in cui il gruppo decise di “sognare tutto un’altra volta” a Berlino con Achtung Baby e l’era dei tour colossali. Il testo di Cantarelli è ricchissimo di aneddoti, particolari, collegamenti, ed è uno dei ritratti più completi mai scritti su Bono e gli U2. Si tratta di 252 pagine densissime. Accanto alla storia principale, scorre una “timeline” con le date più importanti degli avvenimenti legati alla vita di Bono e della band, ed “entrano in scena” dei box con focus su alcuni eventi storici (il Live Aid, il concerto a Sarajevo) e una canzone simbolo per ogni periodo della carriera. Il risultato è un libro che ha il pregio di essere estremamente aggiornato, e di arrivare fino ai giorni nostri raccontando anche gli ottimi lavori recenti, Songs Of Innocence e Songs Of Experience, e il The Joshua Tree Tour 2019, che ha portato la band per la prima volta nel sud-est asiatico e in India, pochi mesi fa. Un capitolo a parte è dedicato al “Bono attivista”: “Mi sono sempre sentito una pop star part-time, mai pienamente calata nel ruolo”.

2. Essere Morgan – La casa gialla

Essere Morgan. La casa gialla

Essere Morgan. La casa gialla (La nave di Teseo) di Marco “Morgan” Castoldi è un libro-confessione-manifesto, che parte dal pignoramento della sua abitazione per riflettere sul binomio casa–artista. Che poi, per un artista appunto, la casa non è solo casa: è atelier, factory, a volte tempio, a volte comune. È laboratorio, teatro, studio, camera oscura, palestra, officina, bottega, sala prove, sartoria, sala di montaggio. Ed è fondamentale perché dentro ci sono gli strumenti del mestiere. “La musica deve essere realizzata nei modi e nei tempi, l’unica maniera di rendere ciò possibile è la funzionalità della macchina artistica. Come si può pensare che un’opera possa essere realizzata senza strumenti di lavoro? Pensiamo a Leonardo senza la matita o a Van Gogh senza la tempera, a Chopin senza il pianoforte; pensiamo a Jimi Hendrix senza la chitarra elettrica, la sua pedaliera e il suo amplificatore o a Leopardi senza enciclopedie e testi latini? E Michelangelo senza scalpello e senza marmo, senza garzoni e senza mezzi di trasporto? O a Paul McCartney senza basso e senza voce? Elvis Presley senza chitarra, senza orchestra? Possiamo pensare ai Beatles senza un tecnico del suono o senza il mixer e il nastro?”. Così scrive Morgan. E da qui crea un pamphlet, una dichiarazione programmatica per cui il diritto all’abitazione di un’artista dovrebbe essere un diritto inviolabile. Ma il libro è anche un invito a rivivere i luoghi della sua storia d’amore con Asia Argento e dei primi anni di vita della figlia Anna Lou, ad apprezzare l’incredibile collezione di strumenti musicali (il bass piano Rhodes, quello che usavano i Doors, appartenuto a Franco Battiato, e la chitarra Guild, la 12 corde di David Bowie, o lo Stylophone 1967, usato per Space Oddity). E il viaggio diventa commovente e appassionante.

3. La storia del Rock in Italia

La storia del Rock in Italia

La storia del Rock in Italia (Hoepli) di Roberto Caselli e Stefano Gilardino è una vera e propria enciclopedia che attacca nel 1957, al Palazzo del Ghiaccio di Milano, dove va in scena il primo festival rock’n’roll italiano, con un giovanissimo Adriano Celentano e Baby Gate ovvero Mina, insieme a Tony Renis, Luigi Tenco, Enzo Jannacci e Giorgio Gaber. La loro musica, importata da oltreoceano, negli anni trova qui una via precisa. Per esempio, il beat dell’Equipe 84, il rock progressivo della PFM e il post punk dei CCCP, Litfiba e Denovo. Ma il rock, in Italia, crea anche le star come Vasco Rossi e Ligabue, Pino Daniele e Zucchero. Poi, è il turno della nuova età dell’oro e il rock arriva in classifica: Hai paura del buio? degli Afterhours è il disco simbolo del momento, ma come non ricordare la hit  Tabula rasa elettrificata dei CSI di Ferretti e Zamboni? Il panorama diventa ricchissimo: Marlene Kuntz, Timoria, Negrita… e le sperimentazioni di Subsonica e Bluvertigo. A proposito, la storia arriva fino a Bugo e i Calibro 35.

4. 16 marzo. L’ultima notte

16 marzo. L’ultima notte

16 marzo. L’ultima notte (Rizzoli) è la seconda opera letteraria di Achille Lauro. Segue, e in qualche modo completa, l’ultimo singolo, 16 marzo, e mescola letteratura e poesia. È un flusso di coscienza tra stati d’animo, verità, visioni, follia e consapevolezza, paura e coraggio. Achille Lauro può piacere o no, ma quello che sta facendo è molto interessante: espandere la sua produzione. Non solo canzoni, ma anche abiti indossati, testi che completano i brani. Si chiama transmedia storytelling. A livello internazionale si fa spesso, tra cinema, romanzo e fumetti, in Italia un po’ meno, e Achille Lauro, come al solito, ha lo sguardo lungo…

5. She Rocks! Giornaliste musicali raccontano

She Rocks! Giornaliste musicali raccontano

Il mondo del rock è stato troppo a lungo solo maschile, il che vale anche per chi lo ha raccontato. Siamo soliti ricordare le grandi firme e i grandi critici, da Lester Bangs a Gino Castaldo. Alessandra Izzo, attrice, conduttrice e giornalista per Rolling Stone, Rockstar, Duellanti, ha deciso di condividere la sua storia e quella di altre ragazze come lei a cui il rock ha cambiato la vita. Con le zie che le regalarono i dischi dei Beatles, ha respirato fin da piccola aria di musica, ancor di più se pensiamo che viveva a Napoli: è qui che ha iniziato, giovanissima, con una radio libera, Radio Odissea, dove, al Vomero, risuonavano le ultime novità da Londra o New York. Erano anni in cui capitava anche di incontrare Andy Warhol. She Rocks! Giornaliste musicali raccontano (Vololibero) non è solo Alessandra Izzo, è Eleonora Bagarotti, Daniela Amenta, Valeria Rusconi, Marinella Venegoni… e scusate se non possiamo nominarle tutte.

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