Perché oggi si celebra il romanziere Alexandre Dumas

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Era il 28 August 1844 quando sulle pagine della pubblicazione parigina Journal de Débats uscì la prima puntata di quello che sarebbe divenuto uno dei romanzi caposaldo dell’Ottocento, Il conte di Montecristo (che presto sarà anche una nuova serie tv). A scriverlo, in 18 parti fino al gennaio 1846 poi confluite in volume, fu Alexandre Dumas padre, romanziere fra i più noti e di successo del XIX secolo francese, che proprio oggi, a 176 anni esatti di distanza, viene celebrato da un doodle di Google che, tramite un’animazione in slideshow, mostra i momenti salienti dell’avvincente storia. Il romanzo è infatti incentrato sulla figur di Edmond Dantès, marinaio di belle speranze ingiustamente incarcerato in un’isola del Mediterraneo dove però trova un tesoro perduto che gli permetterà di tornare in Francia e attuare la propria vendetta.

Dumas padre (chiamato così per distinguerlo dal figlio omonimo, Alexandre Dumas figlio, noto come autore de La signora delle camelie) nacque a Villers-Cotterêts, in Picardia, il 24 luglio 1802, figlio di un generale rivoluzionario e poi napoleonico, Thomas Alexandre Davy de La Pailleterie, noto all’epoca come generale Dumas dal nome della madre, una schiava haitiana di origini africane. Nonostante il nonno fosse un marchese decaduto, Dumas crebbe in condizioni umili, soprattutto dopo la prematura morte del padre: dopo aver lavorato nell’hotel del nonno materno, si trasferì a Parigi a 21 anni dove riuscì a farsi assumere come copista di Luigi Filippo, duca di Orléans e futuro re dei Francesi. Si dedicò ben presto alla scrittura, cominciando col teatro: la messa in scena nel 1829 alla Comédie-Française del suo Enrico III e la sua corte è considerata come la prima rappresentazione di un dramma romantico.

Ma fu con i romanzi, e in particolare con i romanzi storici, che Dumas padre incontro all’epoca grande successo e passò poi alla storia: oltre al già citato Il conte di Montecristo, si ricordano la saga iniziata nel 1844 con I tre moschettieri e poi quella sugli ultimi Valois inaugurata nel 1845 da La regina Margot. La maggior parte delle sue opere venivano pubblicate a puntate sui giornali e il pubblico attendeva con ansia ogni capitolo successivo, grazie anche alla capacità dello scrittore di disseminare astuti colpi di scena. La vita di Dumas padre, avventurosa e spesso votata all’eccesso, s’intrecciò anche con la storia italiana: viaggiò diverse volte nel nostro paese, nel 1860 finanziò addirittura la spedizione dei mille di Garibaldi e ne raccontò la battaglia di Calatafimi nel libro I garibaldini, ricevendo poi l’incarico di Direttore degli scavi e dei musei durante il governo di Garibaldi a Napoli e fondando il giornale L’Indipendente. Dal 1865 tornò a viaggiare per l’Europa, salvo qualche anno dopo rimanere semiparalizzato: passò gli ultimi tempi nella villa del figlio vicino Dieppe, in Normandia, dove morì il 5 dicembre 1870.

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