Apple, la sfida di domani sono i servizi

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(Foto: Apple)

In una serata tutta dedicata agli iPad e agli Apple Watch, in realtà le novità strategiche di Apple a ben guardare sono altre due.

La prima è sicuramente quella del cambio di passo da parte dell’azienda guidata da Tim Cook che adesso è passata a fare, anziché le vecchie produzioni monolitiche, intere gamme di prodotti. Infatti oggi ci sono una mezza dozzina di iPad con articolate differenze di prezzo ma anche di colore, dimensione dello schermo, posizionamento, funzionamento. Ne sono stati venduti mezzo miliardo in dieci anni, sono meglio dei pc soprattutto per le nuove generazioni (che non hanno abitudini precostituite nell’uso dei tablet) e presto saranno l’altra metà della mela dei Mac.

(Foto: Apple)

Oppure gli orologi.

L’azienda di Cupertino ha già superato da sola tutto il comprato svizzero dell’orologeria sostanzialmente con un prodotto solo realizzato in due taglie: adesso diversifica, amplia, articola, crea dettagli da atelier di moda (come i bracciali in silicone chiusi, senza fibbia). E apre a un nuovo segmento: i bambini e le persone anziane offrendo l’Apple Watch SE più economico che si può collegare all’iPhone del capofamiglia. Apple rischia di fare filotto e mangiarsi anche il mercato dei produttori giapponesi (principalmente Casio, Seiko e Citizen).

Le gamme di prodotto che saturano il mercato sono figlie della strategia di Tim Cook che giunge adesso a maturità

Invece, l’altra novità più interessante è quella di Apple One, il pacchetto di servizi di Apple. Con Apple One la casa di Cupertino offre ai suoi clienti: Apple Music, Apple Tv+, Apple Arcade, iCloud e altri servizi (come News+ e Fitness+ che da noi in prima battuta non arriva) in un unico semplice piano diviso in tre livelli. Individual (50 Gb di spazio, musica, Tv+ e Arcade per 14,95 al mese); Family (200 Gb e tutto il resto per 19,95 al mese condivisibile con sei persone in famiglia); Premier (2 Terabyte, tutto il resto e in più Apple News+ e Fitness+ ma non da noi, a 29,95 al mese con sei persone in famiglia).

I bundle permettono agli utenti di fruire dei servizi sui propri dispositivi dell’ecosistema, cioè iPhone, iPad, iPod touch, Apple Tv e Mac, con un risparmio palpabile rispetto all’acquisto dei pacchetti separati. E aprono a una nuova logica

apple one
(Foto: Apple)

La domanda infatti a questo punto diventa: che cosa succederà in futuro? Fino a oggi il modello di business di Apple si è basata sui margini di guadagno dell’hardware. Il software e servizi servivano solo a differenziarla ulteriormente rispetto ai concorrenti Windows o Android che fossero. Adesso sarà la stessa cosa con i suoi servizi cloud riuniti in un unico pacchetto? Oppure ci sarà un momento in cui metà dell’azienda si trasferirà metaforicamente nel cloud, mirando ad un altro bersaglio?

La sfida del futuro di Tim Cook e dei suoi (da notare Jeff Williams, il vice di Cook, sempre più in evidenza) è facile da riassumere: quale orizzonte sarà più importante per Apple: l’hardware di alta qualità oppure i servizi cloud premium? Il futuro dell’azienda da duemila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato sta tutto nella risposta a questa domanda.

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