La città di Louisville darà 12 milioni di dollari di risarcimento alla famiglia di Breonna Taylor

0
27
Questo post è stato pubblicato qui
Un murale dedicato a Breonna Taylor a Chambers Park, Annapolis, Maryland (foto: Getty Images)

La famiglia di Breonna Taylor, la donna afroamericana di 26 anni uccisa nel suo appartamento dalle forze dell’ordine di Louisville in Kentucky, ha ricevuto un risarcimento di 12 milioni di dollari dalla città. Ad annunciarlo in conferenza stampa, alla presenza del sindaco Greg Fischer, sono state Tamika Palmer, madre di Taylor, e il suo avvocato Lonita Baker che ha definito la somma come “solo un primo passo” per “rendere giustizia a Breonna”. Infatti l’accordo siglato tra la famiglia Taylor e la città del Kentucky è più complesso, e include anche una serie di riforme della polizia cittadina: come l’approvazione dei mandati di perquisizione da parte di un alto ufficiale o la segnalazione degli agenti coinvolti in episodi di violenza o abuso della forza.“Abbiamo terminato il primo miglio della maratona, ma ce ne sono ancora molti altri da percorrere prima di raggiungere il traguardo”, ha proseguito Baker, riferendosi al fatto che gli agenti coinvolti nell’accaduto non hanno ancora subito alcun procedimento penale.

La storia di Breonna Taylor

L’infermiera 26enne è deceduta nella serata del 13 marzo, ma il fatto è emerso solo alcuni mesi dopo in concomitanza con le proteste del Black Lives Matter dopo la morte di George Floyd. La vicenda e il nome di Breonna Taylor hanno iniziato ad assumere una rinnovata rilevanza grazie ai social network – su TikTok uno dei trend più popolari ha chiesto per mesi l’arresto degli assassini di Taylor – e anche all’impegno di sportivi, celebrità e altri volti del mondo dello spettacolo. Secondo gli avvocati della famiglia Taylor, la vicenda all’inizio è passata in sordina in quanto coincidente con la prima diffusione del Covid-19 negli Stati Uniti, ma le celebrazioni per il compleanno della ragazza, agli inizi di giugno, hanno creato una grande eco mediatica sull’accadut, rendendolo uno dei simboli delle violenze della polizia ai danni degli afroamericani.

Taylor è stata uccisa da 5 colpi di arma da fuoco sparati da un agente che aveva fatto irruzione nella sua abitazione accusandola – l’accusa è poi stata smentita – di essere complice di un ex fidanzato spacciatore. Poco dopo la mezzanotte del 13 marzo, le forze dell’ordine hanno sfondato la porta dell’abitazione di Breonna Taylor con una testa di ariete e c’è stata una sparatoria tra gli agenti e l’attuale fidanzato della donna, Kenneth Walker. In base alla ricostruzione dell’accaduto fornita da Walker, i due sarebbero stati svegliati a tarda notte da dei colpi insistenti alla porta d’ingresso dell’abitazione. Entrambi temevano che a bussare fosse l’ex fidanzato di Taylor (che la donna non frequentava più da alcuni mesi) ma alla richiesta di identificazione non c’era stata nessuna risposta.

La polizia ha dato una versione differente: avrebbero bussato, dicendo di avere un mandato di perquisizione, ma poiché i due fidanzati si rifiutavano di aprire la porta, hanno deciso di sfondarla. Come ricorda il New York Times, è stato dimostrato che la polizia non si è annunciata, tanto che Taylor e Walker anche dopo l’irruzione in casa non avevano capito che si trattava di agenti polizia. La ragazza è stata uccisa da proiettili sparati a ripetizione da un poliziotto dopo che un collega era stato colpito alla coscia da un colpo di Walker (che nella confusione del momento aveva deciso di difendersi da quelli che potevano essere ladri o criminali).

La polizia non ha chiamato subito i soccorsi – anzi, alcuni indagini hanno dimostrato che l’ambulanza arrivata sul posto, come di prassi per l’esecuzione di un mandato, è stata mandata via poco prima che gli agenti arrivassero in casa – e nei minuti successivi alla sparatoria Breonna Taylor è rimasta agonizzante nel suo appartamento. A digitare il 911 (il numero delle emergenze americano) è stato Walker e per 20 minuti, una volta che i medici sono arrivati sul posto, si è cercato inutilmente di rianimare la ragazza. La telefonata fatta da Walker, inoltre, confermerebbe la tesi della mancata identificazione degli agenti: il ragazzo avrebbe detto alla centralinista “non so cosa stia succedendo. Qualcuno ha preso a calci la porta e sparato alla mia ragazza”.

The post La città di Louisville darà 12 milioni di dollari di risarcimento alla famiglia di Breonna Taylor appeared first on Wired.