Anche Github cancella le parole “razziste” dal linguaggio di programmazione

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Da ottobre GitHub cambierà alcuni dei termini tecnici utilizzati dai programmatori tenendo fede alla decisione presa sull’onda delle proteste del movimento Black Lives Matter. Tutti i nuovi repository Git su GitHub saranno quindi rinominati main al posto del classico master utilizzato abitudinalmente.

Questo cambiamento avviene perché termini come master, slave, blacklist e whitelist possono essere interpretati come offensivi e razzisti, poiché richiamano il linguaggio degli schiavisti. Da qui l’idea di un intervento sui repository, ovvero gli archivi dove gli utenti e le aziende depositano e sincronizzano i propri codici sorgente. Da sempre il portale utilizza il termine master per indicare la versione principale di un codice sorgente. Gli sviluppatori che ci lavorano sopra, creano delle copie del master in locale per poi modificarle con le proprie linee di codice unendole poi in un secondo momento al repository principale.

Il primo ottobre 2020 tutti i nuovi repository che creerai utilizzeranno main come branch predefinito, anziché master”, spiega la società nella pagina di supporto.

Cambierà quindi la terminologia per i nuovi repository mentre per quelli già esistenti il termine master rimarrà tale, almeno inizialmente. Entro la fine dell’anno anche questi saranno aggiornati e tutti i documenti in cui ricorre il termine master saranno modificati automaticamente. GitHub tiene così fede alla promessa fatta dal suo amministratore delegato a giugno mostrando il proprio sostegno alla comunità nera e abbandonando termini non inclusivi che facessero riferimento alla schiavitù. Come GitHub anche altre aziende e i principali progetti open source come  Microsoft, Ibm, Twitter,  Red Hat, MySql, Linux e OpenBsd hanno accettato di apportare modifiche al loro gergo tecnico.

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