Chiara Appendino è stata condannata a sei mesi per falso ideologico

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(foto: Nicolò Campo/LightRocket/Getty Images)

La sindaca di Torino, Chiara Appendino, è stata condannata a sei mesi per falso ideologico in atto pubblico con l’accusa di aver omesso un debito contratto con la società di gestione Ream nel bilancio della città. Insieme a lei, per omessa segnalazione, sono stati condannati rispettivamente a sei e otto mesi l’assessore comunale al Bilancio, Sergio Rolando, e l’ex capo di Gabinetto Paolo Giordana. Le tre le persone coinvolte hanno fatto richiesta di rito abbreviato e Appendino beneficerà anche della sospensione condizionale della pena. In linea al codice etico del suo partito, il Movimento 5 stelle, la sindaca ha già confermato la propria autosospensione, pur dichiarando che rimarrà in carica fino al termine del suo mandato che scadrà nel 2021.

Oggi, dietro mia richiesta di rito abbreviato, è stata pronunciata sentenza per la cosiddetta vicenda Ream.Le accuse…

Posted by Chiara Appendino on Monday, September 21, 2020

La Ream e l’ex Westinghouse

Il procedimento legale a carico della sindaca Appendino è stato avviato nel luglio del 2017, dopo un esposto presentato da una lista civica e dal Partito democratico, a cui aveva fatto seguito anche una denuncia del collegio dei revisori dei conti. L’accusa è che Appendino avesse eliminato dal bilancio comunale un debito del valore di 5 milioni di euro, ereditato dalla precedente amministrazione di Piero Fassino, da restituire alla società di gestione Ream. Durante i primi anni del 2000, infatti, l’area compresa tra la stazione di Torino Porta Susa e il Palazzo di giustizia, dove sorgeva l’ex Westinghouse, un’azienda di freni e componentistica per i treni, è rientrata in un piano di riqualificazione urbanistica.

Il primo progetto era di trasformare quei capannoni in biblioteche civiche, ma per mancanza di fondi si è deciso di ripiegare sulla costruzione di un ampio centro congressi con annessi parcheggi e aree ristoro. È stata bandita una gara per l’assegnazione del progetto e la Ream, società partecipata della Fondazione Crt (i principali azionisti sono le maggiori banche di Piemonte e Valle D’Aosta) per avvalersi di un diritto di prelazione sugli altri partecipanti ha versato 5 milioni di euro. A vincere, però, è stato il progetto di un’altra società, e così alla Ream sarebbe spettata la restituzione della somma versata. Ma ciò non è accaduto: la giunta Fassino ha segnalato la cosa nella voce debiti del bilancio comunale; con l’insediamento di quella Appendino la cifra, secondo l’accusa, sarebbe completamente sparita. La tesi della sindaca è che invece fossero ancora in corso le trattative con la Ream sulle modalità e i tempi di versamento (una circostanza che, a suo dire, non rendeva necessario l’inserimento della voce in bilancio). A smentire questa tesi ci sarebbe stata la nuova richiesta nel 2016 da parte del direttore della Ream di restituzione del debito, il che dimostrerebbe che non c’era alcuna trattativa.

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