Grande Fratello Vip: la tv italiana continua a essere uno spot per i fascisti

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Chissà cosa avrà pensato nei giorni scorsi un ipotetico turista in viaggio in Italia che avesse deciso di fare un giro di zapping sulla tv della sua camera d’albergo. Si sarebbe imbattuto in Fausto Leali, cantante e concorrente del Grande Fratello Vip, che sottolinea come Benito Mussolini abbia fatto anche cose buone; o in Iva Zanicchi, cantante e opinionista prestata al mondo della politica, che difende il collega a Pomeriggio Cinque, chiedendo di “non disconoscere” quanto di buono fatto dal Duce; o ancora, in Alessandra Mussolini, nipote del dittatore e politica di estrema destra che mai ha preso le distanze dalle azioni del nonno, concorrente del talent in prima serata Ballando con le stelle su Rai 1, tv di stato.

È facile immaginare che davanti a questo show, per l’ipotetico turista lo stupore sarebbe stato grande. Una normalizzazione del fascismo in piena regola, che potrebbe sorprendere chi viene da fuori ma che per quanto riguarda gli italiani ha smesso di indignare semplicemente perché ne si è totalmente assuefatti. Parlare di fascismo sulla tv italiana, non in chiave storica e come forma di approfondimento didattica, ma sotto forma di opinione e scambio di vedute, è la prassi. I precedenti sono infiniti, con le ospitate di personaggi tatuati con svastiche e croci celtiche, o accompagnati sullo sfondo da santini del Duce, mentre gridano la loro indignazione contro migranti, rom e quant’altro invocando i bei tempi in cui c’era lui.

Che i fascisti purtroppo esistano ancora in Italia, è un dato di fatto. Il problema, allora, sta nel chi li prende e li mette in vetrina, dando loro microfono e telecamere, piuttosto che spegnendo i riflettori su di essi. Non è un discorso di censura, ma di rispetto della legge italiana che vieta l’apologia di fascismo. Una norma che è però carta straccia e non trova mai applicazione, spianando la strada a episodi come quelli occorsi in tv in questi giorni. Fausto Leali può elogiare Benito Mussolini, così come può sostenere che “nero è il colore, negro è la razza”, mentre il Grande Fratello dichiara che non verranno presi provvedimenti. Iva Zanicchi può difendere l’autore di tutto questo in uno dei programmi più visti della tv italiana, perché tanto per chi elogia il fascismo non esistono ripercussioni in questo paese. E Alessandra Mussolini, simbolo vivente di fascismo per il suo storico politico, potrà continuare a ballare in prima serata, così da mostrare ai telespettatori il suo lato umano, il suo essere come noi. Anche i fascisti danzano, alla fine sono brave persone, sembrano volerci dire.

Il problema di fondo, a ben vedere, sta in una cultura nazionale che rende tutto questo normale. In fin dei conti, perché bisognerebbe cancellare i fascisti dalla tv e prendere provvedimenti quando essi la fanno fuori del vaso, nello stesso paese in cui si intitolano vie al fascista Giorgio Almirante, sulla scheda elettorale si trovano partiti dichiaratamente fascisti come Forza Nuova e Casapound e, ogni anno, si deve assistere a quella serie di sfilate a braccia tese nei luoghi e nei giorni simbolo del fascismo – Dongo, Predappio, Acca Larentina, l’omidio di Ramelli e via dicendo?

In Italia la cultura fascista è ancora presente, la legge da decenni chiamata a cancellarla non è mai riuscita realmente nel suo intento, e tutto questo finisce ovviamente per riflettersi nei vari aspetti della nostra quotidianità, televisione compresa. Il problema non è allora Fausto Leali, uno dei tanti filofascisti italiani. Il problema è del contesto in cui a Fausto Leali è data parola, un contesto in cui non c’è alcun interesse a condannare certi tipi di esternazioni. Non è chiedendo ai fascisti di smettere di essere fascisti che si cancellerà una certa cultura in Italia. Piuttosto, è togliendo loro i riflettori, non offrendo loro un palcoscenico, non consentendo loro di offrire un modello sbagliato ai migliaia di giovani incollati davanti alla tv, che si riuscirà a cambiare lo stato delle cose.

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