Conte: “Nessun rimpasto di governo, M5S si consola col referendum”

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All’indomani della tornata elettorale che ha coinvolto diversi enti locali e ha decretato il taglio dei parlamentari tramite il referendum, Giuseppe Conte non vede la necessità di un rimpasto di governo. “Sono contento della mia squadra – ha dichiarato il presidente del consiglio – è una squadra coesa in cui tutti i ministri, in una condizione emergenziale, hanno lavorato con grande impegno. Il PD non pone il tema del rimpasto ma di rilancio dell’azione anche alla luce della sfida del Recovery. Su questo ci ritroviamo assolutamente”.

Indiscrezioni giornalistiche parlano di posizione indebolita del premier, mentre esponenti importanti del Partito Democratico, come il governatore Emiliano, hanno ribadito la loro totale fiducia nei confronti del capo del governo. Conte insiste nel dire che “i commentatori sino all’altro giorno mi descrivevano in bilico, ma io non mi sono mai sentito in biblico. Oggi mi descrivono inamovibile, ma non mi sento inamovibile”. Il risultato delle regionali e delle comunali “è stato un bell’esercizio di democrazia – ha sottolineato il premier – c’è stata una grande partecipazione da parte di tutta la comunità nazionale”.

Quanto al calo dei voti del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte non crede “che si aspettassero brillanti risultati alle Regionali, storicamente è così. Adesso sono in una fase in cui il processo di transizione continuerà ad evolversi, fino a rilanciare la loro azione politica. Ma hanno motivo di che consolarsi, perché sono stati promotori della consultazione referendaria”.

Insomma, il governo non si sente minimamente condizionato dal voto del weekend ed è proiettato sulle prossime sfide, la principale delle quali è il cosiddetto Rocevery Fund. A proposito, Conte conferma che “ci saranno grandi occasioni di confrontarsi con l’opposizione”, aggiungendo che “il governo è chiamato ad attuare un progetto molto impegnativo, e deve avere la possibilità, il dovere e la responsabilità di portare i progetti a termine, e su questo deve essere giudicato. Questo deve essere un Paese serio, deve ragionare in prospettiva. E se non saremo capaci il governo dovrà andare a casa, e io aggiungo con ignominia”.

Conte: “Mes? Affronteremo la questione in Parlamento”

Un terreno di scontro nella maggioranza potrebbe essere il MES, ma Conte rinvia ogni discorso affermando si tratti “una questione pregiudiziale su cui non mi pronuncio. Se e quando si porrà il problema lo risolveremo in Parlamento in trasparenza”. La priorità per il governo, in questo momento, è quello di “elaborare un  piano per rafforzare la sanità, dopodiché andremo a vedere quanto costa questo piano”. “Li portiamo al più presto in Cdm – conclude il premier – e abbiamo già concordato un testo di modifica perché vogliamo assicurare ai cittadini italiani la sicurezza, non per ragionare per slogan ‘porto aperto, porto chiuso’. Vogliamo allargare il raggio della sicurezza e della protezione dei cittadini e allargare la protezione dei migranti”.

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