Come il governo vuole modificare i decreti sicurezza

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(foto: Alberto Pizzoli/Afp via Getty Images)

Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha presentato in Consiglio dei ministri la prima bozza di modifica dei decreti sicurezza, approvati dal precedente governo. L’obiettivo della nuove “disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare”, come sono definite nel documento, è superare le precedenti norme, così come richiesto dai rilievi del presidente della Repubblica. Le maggiori novità sono: la riduzione delle multe milionarie alle navi Ong che prestano soccorso in mare, un nuovo sistema di accoglienza in base al quale vengono vengono ridotti i tempi per richiedere protezione umanitaria o il riconoscimento della cittadinanza italiana e la possibilità di convertire il permesso di soggiorno in uno di lavoro.

Tutte le disposizioni previste nel testo

Il nuovo decreto consta di 9 articoli e il primo riguarda le modalità di ricezione del permesso di soggiorno. Proprio su questo punto aveva insistito il capo dello stato chiedendo di reintrodurre le precedenti norme, più in linea con gli obblighi sanciti dalla Costituzione e dagli ordinamenti internazionali. Nella bozza vengono anche ampliati i casi in cui si può richiedere la protezione internazionale: possono farlo tutti coloro che nel proprio paese d’origine subiscono trattamenti disumani e degradanti. Inoltre per i richiedenti asilo, in attesa che venga validata la propria domanda, c’è la possibilità di svolgere lavori di pubblica utilità. Si accorceranno, nelle intenzioni, anche i tempi per il riconoscimento della cittadinanza italiana che da 48 mesi arrivano a 36.

A questo si aggiungono anche altre agevolazioni come la possibilità di potersi iscrivere all’anagrafe comunale per i richiedenti asilo – vietato dai precedenti decreti sicurezza, ma considerato incostituzionale dalla Consulta – e di poter utilizzare il permesso di soggiorno come un permesso di lavoro.

Negli obiettivi dell’esecutivo c’è anche ridurre le precedenti multe milionarie alle ong stabilite da Matteo Salvini. Per quelle che violano il divieto di navigazione – a meno che non si tratti di operazioni di soccorso che comunque devono essere “tempestivamente comunicate” – possono incorrere in sanzioni che vanno da un minimo di 10mila euro a un massimo di 50mila. Per chi non si coordina con le autorità marittime dei paesi di bandiera o di quelli che operano i soccorsi, sono previste però sanzioni penali fino a 2 anni.

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