Dei senatori Usa se la prendono con la nuova serie dei creatori di Game of Thrones

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problema dei tre corpi, uiguri
Un’immagina della manifestazione tenutasi a Londra l’11 settembre in sostegno degli Uiguri (foto: Getty Images)

Sono passate solo poche settimane dall’annuncio che Netflix avrebbe prodotto una serie tv tratta dalla trilogia fantascientifica di Liu Cixin Il problema dei tre corpi, affidata a David Benioff e D.B. Weiss, noti per essere stati gli showrunner di Game of Thrones. Ma i due sono noti anche per essere costantemente al centro delle polemiche, che non mancano già nemmeno per questo nuovo progetto. In queste ore, infatti, alcuni senatori americani appartenenti al partito repubblicano hanno scritto una lettera rivolta a Ted Sarandos, ceo e responsabile dei contenuti di Netflix, per chiedere di interrompere la realizzazione della serie.

Nella lettera, infatti, si ribadisce il fatto che Liu Cixin abbia in passato sostenuto la repressione che il governo cinese sta portando avanti nei confronti della popolazione uigura di fede musulmana nella regione dello Xinjiang. Da anni, in effetti, si accusa il governo di Pechino di perseguitare questa minoranza organizzando dei veri e propri campi di detenzione e rieducazione, tutto ciò al di fuori del sistema giudiziario riconosciuto. “Preferireste che andassero in giro impilando corpi in attacchi terroristici nelle stazioni dei treni o nelle scuole? Se non altro il governo sta aiutando la loro economia e li sta togliendo dalla povertà“, ha dichiarato nel 2019 lo scrittore al New Yorker, in sostanza schierandosi dalla parte del governo cinese e minimizzando la repressione degli Uiguri. Proprio per questo questi senatori americani chiedono a Netflix di tornare sui propri passi per non dimostrarsi in qualche modo connivente con la tragedia e di fermare quindi la produzione de Il problema dei tre corpi.

Di recente, accuse simili erano state rivolte alla Disney: dai titoli di coda del film Mulan, diffuso nelle scorse settimane su Disney+, è risultato evidente che la produzione del film avesse ricevuto sostegno da parte delle istituzioni governative dello Xinjiang, dando adito dunque ad accuse di collaborazione con chi viene da altre parti accusato di genocidio e violazioni dei diritti umani. Sempre in questi giorni anche il regista Judd Apatow aveva duramente criticato il silenzio di Hollywood nei confronti di questi temi: “La Cina ha campi di concentramento con almeno due milioni di persone e sono talmente poche le persone che osano menzionare il fatto che, quando lo fanno, finiscono subito sui giornali“, ha scritto in un tweet.

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