L’Italia investe poco nell’ambiente (e spende la metà dei fondi)

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Energy Feature
Una turbina eolica dietro una montagna di carbone all’esterno di una fabbrica.

Meno di sei miliardi di euro, un mini-budget che vale appena lo 0,8% della spesa primaria complessiva dello Stato. È quanto l’Italia ha speso per l’ambiente nel 2019 secondo l’Ecorendiconto della Ragioneria dello stato, il documento che fotografa gli investimenti green promossi dal governo in un anno solare. Il totale stanziato nel 2019 è fermo a 5,7 miliardi, ma di questa cifra è stato effettivamente speso solo il 58% dei fondi, ovvero circa 3,4 miliardi di euro: la parte restante (2,3 miliardi) andrà a rimpolpare le risorse dell’anno in corso. 

Le spese ambientali si distinguono in due tipologie complementari: le spese per la protezione dell’ambiente – ossia per le attività e le azioni il cui scopo principale è la prevenzione, la riduzione e l’eliminazione dell’inquinamento – e le spese per l’uso e gestione delle risorse naturali, quelle per le attività e le azioni finalizzate all’uso e gestione delle risorse naturali e alla loro tutela da fenomeni di esaurimento.

I 5,7 miliardi messi a disposizione nel 2019 rappresentano, sottolinea la Ragioneria, un aumento del 20% sul budget del 2018 quando fu destinato al verde lo 0,7% della spesa primaria dello stato. 

Come vengono spese le risorse per l’ambiente

A metterci i soldi è in maggior misura il ministero dell’Ambiente che stanzia il 38,7% fondi, seguito dal ministero dell’Economia (21,1%) e dal ministero delle Infrastrutture e dei trasporti (17,1%). I tre dicasteri, si legge nel documento, “insieme rappresentano circa il 77% della massa spendibile ambientale”, cioè 4,3 miliardi nel 2019.

Poco più di quattro euro ogni dieci finiscono nei fondi per lo “sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente” (43,9% delle risorse) che sono in gran parte gestiti del ministero dell’Ambiente guidato da Sergio Costa. Al “soccorso civile” tocca il 18,9% dei finanziamenti, mossi direttamente dal ministero dell’Economia: sono risorse, viene spiegato, che rientrano nelle dotazioni della Protezione civile destinate alla “mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico.

Il 12,6% dei fondi è per le “infrastrutture pubbliche e logistica”, con il Mit a tenere i cordoni della borsa per la realizzazione di opere strategiche e del Mose di Venezia. Tra le missioni finanziate dai fondi green spunta anche l’ordine pubblico e la sicurezza che sottraggono il 4,5% del budget: sono 250 milioni di euro che il ministero dei Trasporti destina al programma per la “sicurezza e controllo nei mari, nei porti e sulle coste” attraverso le Capitanerie di porto.

Quanti soldi pubblici finiscono alle imprese

Una buona parte dei finanziamenti stanziati non viene gestita direttamente dai ministeri, ma è girata a titolo di contributo ad altri protagonisti della scena economica italiana. Alla pubblica amministrazione tout court sono andati 1,7 miliardi di euro, con un altro miliardo che è servito al sostentamento di investimenti fissi o all’acquisto di terreni nella sfera pubblica.

Per le famiglie e le imprese il bottino è stato più misero: alle famiglie sono stati assicurati appena otto milioni di euro; per le imprese il budget 2019 è stato di poco oltre i 410 milioni di euro. Ma attenzione: i fondi realmente erogati agli imprenditori, un po’ per colpa della burocrazia asfissiante e un po’ per progetti non all’altezza, sono stati solo il 15% del totale. Appena 62 milioni di euro. E’ andata meglio alle famiglie che sono riuscite a incassare oltre il 90% delle risorse, mettendosi in tasca 7,5 milioni sugli 8  stanziati complessivamente, tra trasferimenti correnti e contributi per gli investimenti .

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