Un gruppo di aziende vuole mettere fine alla “tassa” di Apple

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(Photo by Budrul Chukrut/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)

L’unione fa la forza. Dopo aver avviato separatamente diverse battaglie legali, ora alcune delle principali aziende tecnologiche che contestano ad Apple la politica commerciale che impone una sorta di “ritenuta” per i pagamenti in-app, hanno deciso di coalizzarsi per richiedere alle autorità antitrust un intervento per modificare quella pratica. Così si è creata la Coalition for App Fairness, una organizzazione non profit che raccoglie tra, tra gli altri, importanti aziende come Spotify ed Epic Games, tra le più agguerrite nelle denunce contro il colosso di Cupertino.

Al centro delle richieste della coalizione c’è la modifica della tanto contestata politica messa in campo da Apple tramite il suo App Store, che prevede una commissione tra il 15% e il 30% per le transazioni nelle applicazioni che utilizzano il suo sistema di pagamento in-app e prevede una serie di restrizioni che gli sviluppatori devono rispettare per poter vedere distribuiti i loro prodotti tramite lo store virtuale della Mela.

In sostanza, l’obiettivo primario di questa coalizione, con base a Washington e a Bruxelles, è quello di portare le proprie istanze nelle aule giudiziarie così da costringere Apple a rivedere la sua politica commerciale, che secondo le aziende coinvolte avvantaggerebbe il gigante tecnologico ponendolo di fatto in una posizione dominante. In termini economici, infatti, secondo quanto si legge sul sito della coalizione, la “tassa” del 30% garantirebbe a Apple oltre 15 miliardi di dollari di ricavi ogni anno.

E proprio la contestazione della commissione del 30% è il perno attorno a cui ruota tutta la diatriba consumatasi durante l’estate tra Epic, che sviluppa il videogame Fortnite, e Apple, dopo che la casa di produzione di giochi aveva deciso di arginare il pagamento diretto alla Mela creando un sistema di pagamento interno al gioco stesso.

Come si legge nelle parole dell’amministratore delegato di Epic Games, Tim Sweeney, “la libertà fondamentale degli sviluppatori è minacciata. Ci uniamo alla Coalition for App Fairness per difendere il diritto fondamentale dei creatori di costruire app e di fare affari direttamente con i propri utenti”. Insomma senza l’intermediazione di Apple.

Da questa parte dell’Oceano, invece, la piattaforma di streaming musicale Spotify ha presentato all’Unione Europea una denuncia contro Apple perché la commissione del 30% prevista negli accordi che la Mela impone ai suoi collaboratori avrebbe costretto la stessa Spotify ad aumentare il prezzo della sua offerta e ciò la penalizzerebbe nei confronti della concorrente diretta Apple Music. Tra gli altri aderenti alla Coalition for App Fairness ci sono anche Match Group Inc., e altre aziende attive nel campo tecnologico come Basecamp, Blix, Blockchain.com, Deezer e Tile, oltre a European Publishers Council, News Media Europe e Protonmail.

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