Perché si parla dell’aumento di stipendio di Pasquale Tridico

0
95
Questo post è stato pubblicato qui
(foto: Simona Granati/ Corbis/Getty Images)

Il nome di Pasquale Tridico, presidente dell’Inps, in questi giorni è stato al centro di alcune polemiche tra membri di maggioranza e opposizione dopo l’inchiesta di Repubblica di un aumento di stipendio, approvato ad agosto con un decreto firmato dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo e dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che ha raddoppiato quello precedentemente percepito da Tridico. Stando a quanto riportato nell’articolo, il vecchio compenso annuo corrispondeva a 62mila euro annui, diventati ora 150mila. Dalle opposizioni sono arrivate le richieste di dimissioni di Tridico, dato che questo aumento dimostrerebbe la cattiva gestione dell’intero istituto. Tridico in un’intervista rilasciata al Corriere della sera ha spiegato che la decisione non è stata di sua competenza e che i nuovi compensi non hanno valore retroattivo come il collegio sindacale dell’Inps e Giovanna Vitale di Repubblica avevano ipotizzato: gli verranno corrisposti dalla data dell’approvazione del decreto.

La storia dall’inizio

Il percorso che ha portato al raddoppio dello stipendio di Tridico è iniziato nel marzo 2019 – quando al governo c’erano Lega e Movimento 5 stelle – quando, col decreto che ha messo in moto le riforme di quota 100 e reddito di cittadinanza, è stata decisa anche una riforma dell’organizzazione dell’Inps consistente in un ripristino del Consiglio d’amministrazione (eliminato dal governo Berlusconi nel 2010) e in un ricalcolo dei “nuovi emolumenti” – senza però comportare “un maggiore onere” per le casse dello stato. In buona sostanza, è stato chiesto all’Inps di rivedere i compensi dei nuovi membri del Cda. La somma di 150mila euro è stata proposta dal capo gabinetto dell’allora ministro del Lavoro Luigi Di Maio, Vito Cozzoli, il quale aveva spiegato che “alla luce delle informazioni fornite dal ministero dell’Economia e da altre valutazioni tecniche” il presidente avrebbe dovuto percepire 150mila euro lordi l’anno, il vice 100mila e i membri del Cda 23mila. Infine, a novembre dello stesso anno l’Inps ha fatto sapere di essere riuscita a tagliare le spese di 500mila euro e di poter assicurare le cifre proposte da Cozzoli.

Ad aprile di quest’anno i compensi sono stati discussi dal ministero del Lavoro, e sono stati modificati quelli spettanti al vice: non più 100mila ma una cifra variabile, a seconda delle deleghe, tra 40 e 60mila euro. In quello stesso periodo è iniziato anche l’insediamento del nuovo Cda. Qualche mese dopo, ad agosto, con un decreto interministeriale è stato completato l’iter con l’avvallo dei ministri competenti. La misura,peraltro non riguarda solo Tridico ma è stata disposta, come si legge dal testo, anche per “presidente e il vicepresidente e consiglieri di amministrazione dell’Inail (Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro)”.

 

The post Perché si parla dell’aumento di stipendio di Pasquale Tridico appeared first on Wired.