Come fare il cambio di stagione in modo sostenibile

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(Foto: Getty Images)

Forse le mezze stagioni non ci sono più, ma il cambio dell’armadio resta una certezza granitica a ogni giro di boa delle temperature. C’è chi tende a tenere tutto, compresi i top del liceo perché non si sa mai, e chi getta freneticamente via quello che era di moda fino a qualche mese prima. In ogni caso, la pulizia di grucce e cassetti rischia di essere poco sostenibile, soprattutto per chi eccede con gli acquisti fast fashion. Abbiamo raccolto, quindi, qualche idea per rendere più circolare e green il cambio di stagione, evitando di sprecare tessuti (e, di conseguenza, aumentare l’inquinamento).

La seconda vita dell’usato

Un modo super ecologico per dare una seconda vita ad abiti e accessori è, ça va sans dire, il mercato del second hand. Esistono tantissimi negozi in Italia che si occupano di rimettere in vendita capi che non vengono più indossati e possono fare la felicità di un nuovo proprietario. Oltre agli store fisici, l’usato può contare anche su piattaforme virtuali come Depop (forse l’app più nota, amata anche dalle star), Shpock, Armadio Verde… Persino i gruppi sui social come Facebook permettono di scambiare o vendere capi usati.

Scegliere una buona causa

I vestiti in buono stato possono, ovviamente, anche essere donati a qualcuno che ne ha bisogno. Cercate quali sono, nella vostra zona, le associazioni e le parrocchie che ritirano indumenti per distribuirle a persone fragili. A Milano anche i cassoni gialli del comune per la raccolta degli abiti ha un fine benefico, visto che i capi entrano nel circuito dell’organizzazione Vesti Solidale e vengono venduti (ad aziende o nei negozi Share) per sostenere progetti sociali. Simile anche il funzionamento di Humana Vintage, attivo a Milano, Roma, Torino e Bologna.

(Foto: Getty Images)

Riciclare e risparmiare

Maglioni pieni di buchi, calze ridotte a un colabrodo, pantaloni talmente lisi da essere di carta velina. Se negli armadi rinvenite dei capi ormai inutilizzabili (o che al massimo potrebbero diventare stracci per la polvere), non disperate. Potreste riciclarli correttamente e in più ricavare qualche soldino. Molte catene di negozi di abbigliamento permettono, infatti, di depositare negli store sacchi di abiti vecchi (che vengono riutilizzati, donati, riciclati…) e ricevere in cambio buoni sconto da utilizzare per gli acquisti successivi. Succede, per esempio, da H&M, da Ovs, da & Other Stories (che ritira anche le confezioni di prodotti di bellezza) e da ZaraPatagonia, invece, suggerisce ai suoi clienti come aggiustare gli abiti rotti e, in caso fossero irrecuperabili, consiglia di portarli in negozio perché vengano smaltiti correttamente.

Anche le scarpe vanno in circolo

E le sneaker ormai distrutte, dove si buttano? Decathlon ritira le scarpe sportive (e i copertoni delle bici) nei suoi negozi, grazie a un accordo con il progetto Esosport. Che, anziché buttare la gomma delle suole, la separa e la riutilizza per creare, per esempio, il pavimento anti-trauma nei giardini per i bambini. Anche il programma Clothes the Loop di The North Face raccoglie calze e scarpe vecchie, ma al momento è attivo solo in Francia e Gran Bretagna.

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