In Lombardia ci sarà un coprifuoco notturno

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(foto: MARCO BERTORELLO/AFP via Getty Images)

L’ha confermato direttamente la Regione Lombardia: “Stop di tutte le attività e degli spostamenti, ad esclusione dei casi ‘eccezionali’ (motivi di salute, lavoro e comprovata necessità), nell’intera Lombardia dalle ore 23 alle 5 del mattino. A partire da giovedì 22 ottobre”. Prevista anche “la chiusura, nelle giornate di sabato e domenica, della media e grande distribuzione commerciale. Tranne che per gli esercizi di generi alimentari e di prima necessità”. Questa è la proposta che i sindaci dei comuni capoluogo della Lombardia, il presidente dell’Anci Mauro Guerra, i capigruppo di maggioranza e di opposizione e il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana hanno presentato all’unanimità al ministro della Salute Roberto Speranza per contrastare la diffusione di Covid-19 nella regione. 

Il governo ha accolto la proposta: “Sono d’accordo sull’ipotesi di misure più restrittive in Lombardia”, ha detto Speranza. “Ho sentito il presidente Fontana e il sindaco Beppe Sala e lavoreremo assieme in tal senso nelle prossime ore”. Secondo il presidente della Lombardia Fontana, un’iniziativa “come questa, che è simbolicamente molto importante, non dovrebbe avere delle conseguenze di carattere economico particolarmente gravi”. Il coprifuoco sarebbe anzi la “soluzione migliore” per evitare un altro lockdown, “tanto è vero che è stata presa in altri paesi”, ha sottolineato il governatore. 

Se nei prossimi in Lombardia si dovessero superare i 150 ricoveri per Covid-19 in terapia intensiva (come appare probabile), è prevista anche la riattivazione degli ospedali alla Fiere di Milano e di Bergamo, per i quali si sta procedendo al reclutamento del personale. “Entro la fine di questa settimana, al massimo all’inizio della prossima, sarà perfettamente pronto a ricevere dei malati”, ha dichiarato Fontana riferendosi proprio all’ospedale della Fiera di Milano. Il 16 ottobre scorso il presidente della Regione aveva già firmato un’ordinanza con nuove misure restrittive per la Lombardia, valida fino al 6 novembre. È stata stabilita la didattica mista (in presenza e a distanza) per le scuole superiori, mentre sono stati sospesi tutti gli sport di contatto dilettantistici a livello regionale e locale, così come le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo. I locali devono essere chiusi a mezzanotte e il consumo effettuato solo ai tavoli dopo le ore 18, orario da cui vige anche il divieto di vendita per asporto degli alcolici. 

La curva epidemiologica in Lombardia

La necessità di attuare misure più restrittive è stata presa nel corso di una riunione tenutasi nella giornata di lunedì 19 ottobre fra la Regione e i comuni capoluogo della Lombardia e il Comitato tecnico scientifico lombardo, che ha sottolineato la rapida evoluzione ascendente della curva epidemiologica. Secondo le previsioni della Commissione indicatori istituita dalla Direzione generale welfare della Regione Lombardia, con l’attuale ritmo, al 31 ottobre prossimo potrebbero esserci 600 persone ricoverate in terapia intensiva e altre 4mila in terapia non intensiva per via del coronavirus

Lunedì 19 ottobre la Regione ha registrato quasi 1700 nuovi contagi su 14.577 tamponi effettuati, con una percentuale di positivi pari quindi all’11,5%. Nelle ultime 24 ore, le terapie intensive sono aumentate di 3 unità, con 113 ricoveri, mentre si sono aggiunte altre 71 persone ricoverate non in terapia intensiva. Da Milano arriva la metà dei nuovi contagi a livello regionale: 814 casi nell’area metropolitana, 436 a Milano città. Il direttore sanitario dell’Agenzia di tutela della salute (Ats) di Milano Vittorio Demicheli ha lanciato un appello ai cittadini, intervenendo su Sky Tg24: “Non riusciamo a tracciare tutti i contagi, a mettere noi attivamente in isolamento le persone. Chi sospetta di aver avuto un contatto a rischio o sintomi stia a casa”.

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