Ceretta Salvavita, la campagna contro i tumori femminili

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Nonostante per il suo tasso di incidenza in Italia il tumore del collo dell’utero sia al quinto posto, solo 3 donne su 5 si sottopongono al Pap test, ovvero l’unico strumento efficace per una corretta diagnosi precoce. Il dato che fa riflettere sta, però, nell’aumento degli appuntamenti presso i centri estetici. Ciò non può che suscitare una domanda: come mai le donne si sentono più a proprio agio nel sottoporsi a sedute di depilazione dell’inguine piuttosto che a tale genere di esami ginegologici che, per inciso, sono indispensabili per tenere sotto controllo il proprio stato di salute?

Prevenzione dei tumori femminili, i dati

Allo scopo di sensibilizzare, abbattere i tabù relativi al tumore della cervice uterina e, ancora di più, promuovere la prevenzione nasce la campagna “Ceretta Salvavita” lanciata da Treatwell insieme alle sezioni provinciali di Milano Monza Brianza e Roma di LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori. I dati relativi alla prevenzione in tal senso sono allarmanti, basti pensare che, in base a un’indagine commissionata da Treatwell e condotta su un campione di 2.000 italiane è venuto fuori che il 39% delle stesse (maggiorenni) non si sia mai sottoposto a un esame di screening cervicale.

In base all’area geografica, poi, si scopre come a non effettuare esami alla cervice uterina sia principalmente il Centro-Sud (il 56% in Molise, il 51 in Sicilia). Il tutto, farcito da una scarsa conoscenza dei programmi di prevenzione del tumore alla cervice uterina. Da quanto emerso, molto influisce anche l’imbarazzo di spogliarsi di fronte ad un medico.

Non ci si fa tali problemi, però, quando ci si appresta a prenotare un appuntamento per la depilazione dell’inguine. Se metà delle donne si sente a disagio quando deve sottoporsi a una visita medica “intima”, solo il 39% prova tale sensazione quando deve togliersi i vestiti nella cabina di un centro estetico. E se questo viene considerato come uno “spazio sicuro”, perché non approfittarne per parlare di prevenzione?

La campagna “Ceretta salvavita”

Da questi presupposti nasce la campagna di sensibilizzazione Ceretta Salvavita, grazie alla quale Treatwell lancia un appello ai saloni del suo network per stimolare la conversazione sulla salute femminile e promuovere, così, la prevenzione del tumore al collo dell’utero. In cosa consiste? Nel tentativo di aiutarle a superare l’imbarazzo che uno screening ginecologico suscita fornendo tutte le informazioni del caso, soprattutto quelle relative ai rischi del cancro alla cervice uterina e ai benefici del Pap test. Intensificando le visite ginecologiche e le campagne di prevenzione, la guaribilità può arrivare a superare l’80% dei casi.

Presso un centro estetico nel quale le operatrici sono a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie (non mancano opuscoli e adesivi da esporre nella sala d’attesa) si pongono le basi per iniziare una conversazione sull’importanza di sottoporsi agli esami di screening cervicale e allo stesso tempo per superare le barriere che vengono alzate più o meno consapevolmente. Treatwell ha deciso di donare a chi non può sostenere il costo dell’esame 150 Pap test invitando, chiunque lo desideri, a contribuire alla campagna #JoinTheFight di Ceretta Salvavita. Sulla pagina di crowdfunding dedicata è possibile fare le proprie donazioni.

 

Ceretta Salvavita, la campagna contro i tumori femminili pubblicato su Benessereblog.it 21 ottobre 2020 08:58.