Covid-19: secondo l’ISS l’80% degli infetti è asintomatico

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Il nuovo picco di casi di Covid-19 sta scuotendo l’Italia e in particolare alcune regioni, più colpite di altre. Non è un caso che già si prevedano, di pari passo con la seconda ondata di infezioni e limitazioni per il contenimento del contagio, anche più disturbi a livello psicologico. La conseguenza diretta di stress e fobie di questo periodo.

Ma se pensiamo che sia tutto uguale a marzo, quando la pandemia da Coronavirus è esplosa, ci sbagliamo. Non fosse altro per un dato molto particolare, reso palese dall’Istituto Superiore di Sanità italiano.

L’epidemiologa dell’ISS, Flavia Riccardo, ha fatto infatti notare come nell’ultimo trimestre sia aumentato in maniera esponenziale il numero di infetti asintomatici. Quasi il 57% sul totale dei test molecolari effettuati dal 20 luglio al 20 ottobre, contro un più limitato 15% dell’arco di tempo che va dal 20 febbraio al 20 maggio.

Secondo la dottoressa Riccardo, è quindi presumibile che:

Oltre l’80% di tutti coloro che contraggono l’infezione siano asintomatici o paucisintomatici

Ed a questa conclusione si arriva analizzando i dati dell’ultimo rapporto dell’ISS sull’epidemia da Sars-COV2, che porta data 20 ottobre, quindi recentissimo. Le attività di screening degli ultimi mesi, tra tamponi e test sierologici fatti con maggiore frequenza rispetto all’inizio della pandemia da Covid-19, avrebbe rivelato questa situazione.

Il che evidenzia come distanziamento sociale e mascherina, anche se non si hanno sintomi quali febbre, tosse e mal di gola, o ne si soffre in modo leggero, siano obbligatori. L’infezione da Covid-19 asintomatica potrebbe diversamente essere una bomba ad orologeria.

Via | ANSA
Foto | iStock

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