Coronavirus, a Singapore i bambini useranno un token per tracciare i contatti

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Combattere e controllare il Coronavirus è l’obiettivo di tutti. A Singapore sono riusciti a reagire in modo tempestivo ed efficace e a fare quello che all’Europa non è riuscito a nessuno: il tracciamento dei contatti. Isolare i casi positivi e tracciare i contatti è l’arma vincente. Solo così è possibile evitare che il virus si diffonda e si propaghi. A Singapore hanno attivato un servizio di contact tracing. Obbligatorio a lavoro e nei luoghi comuni, e fortemente consigliato anche a scuola.

Gli studenti dai 7 anni in su, a partire dal mese di dicembre, dovranno utilizzare un l’app di localizzazione dei contatti o in alternativa usare un dispositivo indossabile. Questi dispositivi si utilizzano con la connessione Bluetooth che registra qualsiasi contatto con i dispositivi di altri utenti.

I bambini più piccoli che non hanno un loro smartphone, o lo lasciano a casa quando vanno a scuola, possono usare un token. Il token è un dispositivo indossabile, una monetina da appendere al collo, come se fosse una collana, che si chiama TraceTogether.

Coronavirus: token per tracciare i contatti

I token sono gratuiti e interamente a spese del governo, sono sicuri e se a scuola sono solo “fortemente consigliati”, diventano invece obbligatori nei luoghi di lavoro, nei ristoranti e nei centri commerciali. Singapore vuole controllare il Covid-19 per poter avere presto la possibilità di fare fiere e conferenze, aprire palestre, piscine e riprendere la vita normale.

I token sono sicuri perché i dati degli utenti vengono memorizzati per un tot di tempo e poi cancellati automaticamente. Servono solo per il tracciamento dei contatti. Solo in caso di tampone positivo, i dati vengono inviati al ministero della Salute. Non serve avere la tracciabilità dei contatti degli ultimi sei mesi, verosimilmente potrebbero bastare 3 – 4 settimane per stare tranquilli.

In Italia abbiamo Immuni che avrà pure dei limiti ma che, in fin dei conti, la gente non vuole scaricare per motivi che non hanno alcun senso. È un’app come tante altre che abbiamo sui nostri smartphone e che non vuole sapere nulla più di Whatsapp, Telegram, Instagram, Google ecc…

via | ilsole24ore
Foto Pixabay e Pixabay