Coronavirus, Di Maio: “I dati danno speranza, altri Paesi stanno peggio”

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Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, ha fatto il punto sul confronto avuto ieri con i suoi omologhi europei in merito alla pandemia. “Nell’ultimo bollettino – scrive l’esponente del M5S sul proprio profilo Facebook – ci sono alcuni dati che devono darci speranza. La percentuale positivi/tamponi effettuati scende per il terzo giorno consecutivo. In leggero calo anche i decessi, anche se ancora sono tanti. E frena l’aumento delle terapie intensive. Buone notizie, anche se ancora serve tanta prudenza perché i contagi sono alti”.

Nel corso del suo intervento, Di Maio sottolinea che altri ministri degli Esteri gli hanno raccontato la situazione dei rispettivi Paesi, disegnando un quadro assai grave, anche di più di quello italiano. Un motivo per specchiarsi e allentare la tensione? Assolutamente no. “Questo – continua il titolare della Farnesina – non vuol dire che abbiamo sconfitto il covid, ma significa che lentamente le misure messe in campo per fronteggiare il virus ci consegnano i primi risultati.
Ora – ammonisce – inizia una fase molto importante, perché adesso dobbiamo rispettare ancora di più le misure anti covid, dobbiamo fare ancora più attenzione a salvaguardare la nostra vita, quella delle persone più fragili e di chi ci sta attorno”.

Aosta: 21 insegnanti su 27 saltano lo screening

Giallo in una scuola primaria di San Francesco di Aosta: sei classi su undici sono rimaste chiuse e gli alunni rispediti a casa per l’assenza degli insegnanti. Dopo la quarantena, 21 insegnanti su 27 non si sono presentati ai test. Saltando lo screening, le lezioni per loro ripartiranno martedì 23 novembre, per via dell’esaurimento del periodo di isolamento, anche senza tamponi.

Feste: -13,5 milioni di alberi di Natale

Secondo i dati elaborati dalla Coldiretti, la chiusura dei negozi di fiori e piante in molte Regioni causerà la presenza nelle case degli italiani di un numero di molto inferiore di alberi di Natale rispetto al recente passato. Si parla addirittura di 13,5 milioni di alberi in meno a causa di quella che viene definita un’errata interpretazione del DPCM entrato in vigore il 6 novembre.