Cosa deciderà l’Unione europea sull’immigrazione?

0
61
Questo post è stato pubblicato qui
(foto: ARIS MESSINIS/AFP/Getty Images)

Giovedì 19 novembre, il Parlamento europeo (Pe) si è riunito in una conferenza di alto livello per discutere del Patto sulla migrazione e sull’asilo proposto dalla Commissione europea il 23 settembre 2020. Una strategia basata su un’equa ripartizione di responsabilità e solidarietà, ha annunciato la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen in conferenza stampa. La prossima settimana saranno presentati gli ulteriori dettagli del meccanismo, decisi in seguito alle consultazioni.

Nel frattempo, von der Leyen ricorda che “la nostra proposta è arrivata dopo intense discussioni sia con il Parlamento europeo che con tutti i Parlamenti nazionali. Dobbiamo metterci d’accordo, venire incontro gli uni agli altri, discutere compromessi, ma dobbiamo renderci conto che non esiste una soluzione che soddisfi tutti.

Infatti, questo patto non è risultato immediatamente gradito a tutti gli Stati membri. In primis, a Ungheria e Polonia, che hanno interpretato la recente imposizione da parte dell’Ue del rispetto dello stato di diritto come requisito per accedere al Recovery Fund alla stregua di un ricatto per i Paesi che non vogliono acconsentire alla ripartizione dei migranti. Mentre l’Ue discute, tuttavia, decine di persone migranti che continuano ad attraversare il Mar Mediterraneo trovano la morte, invece di una vita migliore. Solo nell’ottobre scorso, 222 migranti sono risultati morti o scomparsi in mare vicino alle coste delle Isole Canarie, riporta Euronews.

Come sottolineato dal presidente del Pe David Sassoli, tuttavia, “dietro i numeri dei flussi ci sono le persone, ci sono le loro storie. Da qui bisogna partire per sviluppare una politica efficace su questi temi”. Nell’Ue occorre creare “un sistema di regole condivise per il salvataggio in mare e lo sbarco delle persone, senza criminalizzare chi salva vite in mare” come le Ong, perché queste organizzazioni adempiono “non solo ad un obbligo sancito dal diritto internazionale del mare, ma ad un obbligo morale”.

I punti principali del nuovo Patto

Come spiega l’Osservatorio sulla sicurezza internazionale della Luiss, uno degli elementi più controversi della proposta della Commissione europea è il meccanismo della cosiddetta solidarietà obbligatoria, ossia l’intenzione di imporre a ogni Stato Ue l’obbligo legale di ospitare un numero preassegnato di rifugiati e di avviare politiche di supporto. La Commissione sostiene che solidarietà non significa solo accogliere i migranti, ma anche altre azioni, come inviare forniture mediche o attrezzature dove è necessario. In cambio, ogni Paese riceverebbe 10mila euro per ogni adulto accolto, finanziato dal bilancio comunitario.

Anche rispetto alla procedura di asilo non mancano alcune criticità. L’attuale criterio del regolamento di Dublino che stabilisce che il primo Stato europeo in cui un richiedente asilo entra ne diventa il principale responsabile, infatti, rimane invariato nell’attuale proposta. “Ciò significa che i Paesi di confine dovranno affrontare una responsabilità maggiore di altri”, ha sottolineato l’eurodeputata dei Verdi Tineke Strik.

Le autorità nazionali e le agenzie dell’Ue dovranno ispezioni pre-ingresso alle frontiere esterne, fornendo una rapida decisione preliminare sulle domande di asilo. Il sistema comporterà controlli sanitari e di sicurezza, oltre che il rilevamento delle impronte digitali da inserire nella banca dati per l’asilo dell’Ue. Inoltre, la Commissione è intenzionata a rafforzare anche il sistema di rimpatrio, armonizzando il quadro giuridico per l’espulsione dei richiedenti asilo respinti ed espandendo il ruolo delle autorità europee nella procedura.

The post Cosa deciderà l’Unione europea sull’immigrazione? appeared first on Wired.