Da Skam Italia alle librerie, Beatrice Bruschi racconta le emozioni (universali) e i pregiudizi (sui giovani)

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(Foto: Luigi Lista)

Abbiamo imparato ad amarla per il ruolo di Sana Allagui nel teen drama di successo Skam Italia. Beatrice Bruschi, attrice 24enne, deve molto alla parte di questa ragazza italiana di fede islamica su cui si è concentrata la quarta stagione. Soprattutto perché le ha insegnato a guardare il mondo in modo diverso. Il suo sguardo nuovo ha trovato posto in Nessuna differenza, il primo libro di Beatrice edito da Harper Collins, in cui lei parte dagli studi dello psicologo americano Paul Ekman sulle emozioni (ma anche dalla serie Lie to me) per esplorare la paura, la rabbia, il disgusto e la felicità attraverso episodi della sua giovane ma intensa esistenza. Il messaggio più forte: sono proprio queste emozioni universali a renderci tutti uguali. L’abbiamo intervistata.

Come nasce Nessuna differenza

“Nasce dal bisogno di raccontare ciò che avevo provato e sentivo dentro. Mi ritrovavo a parlare con chiunque delle esperienze che avevo vissuto, specie dopo Skam Italia, quindi mi sono detta: ‘Perché non metterle in un libro?’. A ciò si aggiunge il fatto che mio padre mi aveva regalato i libri di Paul Ekman sulle emozioni universali: mi ha affascinato molto l’idea che tutti proviamo le stesse emozioni e assumiamo la medesima espressione quando le percepiamo”.

Affronti temi importanti: la paura dell’omofobia, il revenge porn, l’emancipazione delle donne: avverti nitida la responsabilità di affrontarli rispetto ai tanti fan che ti seguono?

“La responsabilità è inevitabile quando hai un seguito tale. In più, non si può avere paura di toccare certi argomenti, anzi, più se ne parla meglio è”.

Racconti anche dei timori e delle critiche per il tuo ruolo di Sana in Skam Italia 4, in quanto tu non musulmana, a differenza del tuo personaggio. Come hai reagito a quei giudizi ? 

“All’inizio le critiche spiazzano sempre un po’; però, ho cercato fin da subito di analizzarle e capire effettivamente che cosa volessero dire. Mi rendo conto che in questo periodo storico è importante, fondamentale che ognuno si senta rappresentato al meglio. Ecco perché mi sono immersa completamente in Sana, studiando il più possibile con estrema umiltà e rispetto”.

Di tutte le emozioni, qual è quella che descrive meglio le ragazze e i ragazzi della tua generazione?

“Mah, non credo che l’adolescenza possa essere sintetizzata in un’unica emozione: sono tutte amplificate al massimo e tutte vissute a pieno”.

Ribadisci spesso la frase “nonostante la mia giovane età”, come se temessi di non poter esprimere opinioni o addirittura scrivere un libro perché giovane: avverti dei pregiudizi nei confronti dei ragazzi e delle ragazze?

“Forse, è più un problema mio. Sono molto autocritica e abbastanza severa con me stessa, vorrei fare sempre tutto giusto, anche se mi rendo conto che è impossibile e a volte sbagliare mi ricorda che sono umana. In ogni caso, credo che a volte i giovani siano un po’ sottovalutati”.

Citi punti di riferimento “da adulta”: i Queen, i Doors, Charlie Chaplin… 

“In fatto di film e libri, mi sono sempre piaciuti i più “noiosi”. Quando invece si parla di musica, posso dire che sono stata cresciuta bene, mi facevano addormentare ascoltando i Pink Floyd. Insomma, non avrei potuto avere gusti diversi”.

Come ti spieghi il successo di Skam Italia?

“È una serie estremamente vera, racconta più le persone che i personaggi. E il merito va a tutte le persone che hanno lavorato al progetto, con amore, armonia e libertà”.

L’ultima domanda è inevitabile: ci sarà una quinta stagione?

“Dipendesse da me ne farei altre mille, sarebbe un sogno”.

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