Rigenerazione urbana, pubblico e privato alla sfida del cambiamento

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Nelle città e nelle grandi aree urbanizzate le sfide sono all’ordine del giorno, perché, più che in altri contesti, bisogna trovare risposte ai temi cruciali del presente: la sostenibilità ambientale delle attività umane, l’innovazione per tutti, l’economia circolare e la diversificazione degli apporti energetici. Sfide che si vincono anche con la capacità di rigenerare gli spazi urbani, ricalibrando in molti casi quelli già esistenti e armonizzandoli con nuovi bisogni: a un paradigma espansivo nel tempo se ne è sostituito uno rigenerativo molto più articolato. Non basta riqualificare singoli quartieri o aree, ma si punta a un impatto più profondo sul tessuto in cui si va ad operare, per costruire veri e propri ecosistemi in grado di generare valore e tenere assieme attori diversi ma che guardano nella stessa direzione (es, l’innovazione e la scienza).

Un processo, quello della rigenerazione, che richiede spesso sinergie per essere attuato nella sua complessità di visione e in cui le partnership pubblico – privato possono costituire una delle opzioni.

Questo tipo di rapporto nelle esperienze di rigenerazione territoriale è al centro di un workshop nell’ambito di UrbanPromo Progetti per il Paese, la cui diciassettesima edizione si sta svolgendo in questi giorni, dal dal 17 al 20 novembre 2020 (in streaming, sul sito e sulla piattaforma Zoom di Urbanpromo). Il ruolo delle sinergie pubblico-privato al servizio delle riqualificazioni urbane è stato al centro di un focus curato da Arexpo, mercoledì 18 novembre dalle 16:30 alle 18:30.

Moderato da Edoardo Nardella, art director di Arexpo, il workshop ha indagato i fattori che rendono la cooperazione pubblico-privato costruttiva e funzionale laddove sono richiesti interventi che non si limitano a ritoccare l’esistente ma a proporre un nuovo paradigma qualitativo. Si è discusso quindi di ecosistemi abilitanti, ma anche di competenze e know how, guardando a tutti quegli aspetti (economici, ma anche comunicativi e di analisi) che rendono una sinergia di questo tipo riconoscibile, distintiva e quindi replicabile.

In materia di rigenerazione urbana con un partner privato, Arexpo -società a capitale prevalentemente pubblico – può apportare il suo importante esempio diretto: con la società internazionale Lendlease sta trasformando il sito che ha ospitato Expo nel 2015.

E se la rigenerazione del sito che ospitò l’esposizione internazionale è in corso, per approdare a una piena conversione che prende le forme di Mind – Milano Innovation District, l’impatto di questo modello è molto più proiettato sul lunghissimo termine. La partnership fra le due realtà è un vero e proprio patto secolare, in quanto era il bando stesso di gare a mirare all’individuazione di un partner che progettasse il masterplan per l’area, lo realizzasse e gestisse per poco meno di un secolo.

Seppur con ruoli e responsabilità diverse in questa mission, i due attori lavorano per rendere concreta la visione di Mind come luogo in cui si scrivono le risposte alle domande del futuro, grazie all’apporto di realtà della ricerca, dell’innovazione e dell’accademia (come l’Istituto di ricerca Human Technopole, il Campus Science for Citizens dell’università statale di Milano, il nuovo Irccs Galeazzi), oltre alle aziende private che vorranno entrare nell’ecosistema.

Nel workshop del 18 novembre, nell’ambito di UrbanPromo, Igor De Biasio, Amministratore delegato Arexpo e Ferdinando Ferrari Bravo, developer Director di Lendlease hanno raccontato in che modo pubblico e privato giocano nella stessa squadra.

Ma se l’ex area Expo è per dimensioni e aspettative uno dei siti più attesi alla prova della rigenerazione urbana, altri luoghi a Milano attendono una svolta. Tra questi, l’area industriale di via Risorgimento e l’area di Pantanedo a Rho: lo scorso maggio, una call for ideas era stata promossa da Fondazione Fiera Milano, comune di Rho, Arexpo s.p.a. rivolta agli studenti del Politecnico di Milano, che erano chiamati a presentare progetti e idee per il sito che, per la sua posizione, dialoga con Mind e Fiera Milano (i progetti erano attesi, da deadline, il 24 luglio scorso sulla piattaforma messa a disposizione da Arexpo, Sharepoint). Ai partecipanti, affiancati da mentori ad hoc nel percorso di progettazione, si chiedeva non solo di fornire suggerimenti a carattere architettonico – urbanistico, ma di concepire una più generale visione sulla trasformazione dell’area, capace di integrarsi nei cambiamenti già in atto da diversi anni nell’area del nord ovest milanese. Di questo ulteriore esempio di stretto rapporto tra pubblico e privato hanno parlato Edoardo Marini, assessore all’Urbanistica del comune di Rho, Angelo Nespoli, Responsabile valorizzazione immobiliare di Fondazione Fiera Milano e Gianluca Lugli, responsabile Progetti speciali Arexpo.

Anche l’evoluzione di Rho è stato un tema portante del workshop del 18 novembre, un confronto su una visione di sviluppo condivisa che ha visto al suo centro la rigenerazione del Parco Europa e l’installazione di opere artistiche frutto della collaborazione con grandi architetti. Hanno raccontato questo progetto Sabina Tavecchia, assessore al Piano Strategico, Arredo urbano e Bellezza della Città e Andreas Kipar, Founding partner di Land srl.

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