Coronavirus: 60 milioni di casi nel mondo, picco di morti in Germania

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Sono quasi 60 milioni le persone nel mondo che hanno contratto fin qui il coronavirus. È quanto emerge dall’ultimo bollettino diramato dalla Johns Hopkins University. Nello specifico, si tratta di 59.759.494 contagiati e 1,4 milioni di morti. Secondo lo stesso ente, negli Usa nelle ultime 24 ore sono state registrate2.146 nuove vittime di Covid-19 (è la 21a volta che si supera la soglia dei 2.000 morti nel Paese) mente i nuovi casi sono 172.935, per un totale dall’inizio della pandemia di 12.591.163 contagiati. Le vittime complessive sono invece 259.925.

Germania: mai così tanti morti da inizio pandemia

Nella giornata di ieri si è registrato purtroppo il picco di morti in Germania: 410 vittime e 18.633 nuovi contagi recita il bollettino medico dell’Istituto per le malattie infettive Robert Koch. Il numero di decessi rappresenta il punto più alto dall’inizio della pandemia: in totale in Germania hanno contratto il virus 961.320 perone e ne sono morte  14.471.

Boccia: “Attività sciistiche? Ci saranno ristori certi”

In Italia continua a tenere banco la questione relativa agli impianti sciistici, che il governo ha deciso di lasciare chiusi anche sotto Natale. Ne ha parlato stamane il ministro degli Affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, che ha fatto un discorso a 360 gradi, includendo anche tutte le altre attività che stanno subendo perdite per via delle misure restrittive. “Valuteremo insieme non solo le attività connesse allo sci: ci sono alcune attività che dovranno riprendere e che sono chiuse da un mese, non le abbiamo dimenticate. Per tutte queste – aggiunge l’esponente del Partito Democratico -, attività sciistiche comprese, ci saranno ristori certi, ma non abbiamo dimenticato che in alcune Regioni ci sono ristoranti, bar, palestre chiuse, attività economiche chiuse che meritano la massima attenzione e il massimo ristoro”.

Von der Leyen: “Evitare stessi errori dell’estate”

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha rivolto un appello al Parlamento Europeo. “So che chi ha negozi, bar, ristoranti, vuole la fine delle restrizioni – ha ammonito – ma dobbiamo trarre insegnamenti dall’estate evitando di ripetere gli stessi errori. Un rilassamento troppo celere ed eccessivo delle misure diventa un rischio per una terza ondata dopo Natale”.