È morto Diego Armando Maradona

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(foto: Jean-Yves Ruszniewski/Corbis/VCG via Getty Images)

Diego Armando Maradona, considerato uno dei più grandi – o il più grande, secondo molti – calciatori di tutti i tempi, è morto nella sua causa di Tigre, vicino Buenos Aires in Argentina, a causa di “un arresto cardiorespiratorio”. Lo ha annunciato il quotidiano argentino El Clarín. Il Pibe de Oro, com’era conosciuto in carriera, era in convalescenza dopo essersi sottoposto a un’operazione per rimuovere un edema cerebrale il 3 novembre scorso. Il 30 ottobre Maradona aveva compiuto 60 anni.

L’argentino aveva fatto vincere al proprio paese la Coppa del Mondo nel 1986, in qualità di capitano. Giocando nel Napoli, poi, aveva conquistato due scudetti della serie A nel 1987 (insieme a una Coppa Italia) e nel 1990.

Impossibile ridurre la figura di Maradona a una definizione: in vent’anni di carriera ha ridefinito i confini e l’immagine del suo sport, diventando un’icona sportiva mondiale e contribuendo ad accrescere enormemente la popolarità del calcio nel mondo. A Napoli – la cui squadra di calcio cittadina ha già dedicato un ricordo commosso a Maradona, come peraltro tutti i più grandi nomi dello sport – era semplicemente Diego, l’asso che alla fine degli anni Ottanta permise al calcio del sud Italia di affrontare e vincere le corazzate del nord. Intervenendo su Sky Sport, il giornalista Paolo Condò l’ha definito addirittura “il simbolo della ribellione del sud del mondo”. Celebri sono i confronti di Maradona con l’allora presidente del club Corrado Ferlaino, che lo ingaggiò dal Barcellona nel 1984 e di cui, al culmine del peggioramento dei rapporti fra i due, nel 1989, il 10 disse: “È il mio capo: giocherò quando deciderà lui”.

La “mano di Dio” (foto: Allsport/Getty Images)

Maradona è sempre stato un campione all’insegna della sregolatezza, tanto geniale sul campo di calcio quanto dotato di un temperamento fumantino e imprevedibile. Sono note le sue vicissitudini con la cocaina, che l’hanno portato a diversi tentativi di disintossicazione succedutisi negli anni. Nel 1991, dopo aver lasciato Napoli, è stato sospeso dall’antidoping, e nel 1994 è stato trovato positivo all’efedrina durante i Mondiali negli Stati Uniti. Nel 2000 e nel 2004 è stato ricoverato per problemi di cuore, e nel 2005 è stato operato per far fronte ai suoi problemi di obesità.

A livello di storia del calcio internazionale internazionale, l’episodio che rimarrà singolarmente più noto che riguarda Maradona – fra diversi altri indimenticabili – è senza dubbio la mano de Dios, la rete segnata di mano dal fantasista il 22 giugno 1986 con la maglia dell’Argentina, nei quarti di finale del Mondiale messicano contro l’Inghilterra. Nella stessa partita – contro uno stato che era in guerra col suo paese per la questione delle isole Falkland – Maradona segnò anche il Gol del secolo, partendo dalla sua metà campo e scartando metà della squadra avversaria: secondo un sondaggio della Fifa, rimane ad oggi il più bel gol mai segnato in un’edizione della Coppa del mondo di calcio.

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