La Scozia è il primo paese al mondo a rendere gratuiti gli assorbenti

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La Scozia è diventata il primo paese al mondo che ha reso gratuiti i prodotti mestruali: martedì 24 novembre il Parlamento ha approvato all’unanimità il Period Products (Free Provision) (Scotland) Bill, la legge che garantisce la fornitura gratuita di assorbenti a tutte le donne scozzesi. La Scozia era già stata la prima a renderli disponibili gratuitamente in scuole, college e università, e ora le autorità locali saranno obbligate ad assicurarsi che i prodotti siano disponibili per “chiunque ne abbia bisogno”. La proposta di legge era stata introdotta dalla deputata laburista Monica Lennon, che dal 2016 ha condotto una campagna per porre fine alla povertà mestruale.

Si tratta di un atto legislativo “pratico e progressista”, ha dichiarato Lennon alla rete britannica Bbc. Un atto reso ancora più urgente dalla pandemia di Covid-19 quest’anno: “Le mestruazioni non si fermano per le pandemie e il lavoro per migliorare l’accesso a tamponi mestruali, assorbenti e prodotti riutilizzabili essenziali non è mai stato così importante”. In tutto il Regno Unito, infatti, dall’inizio della crisi sanitaria la richiesta di prodotti mestruali gratuiti è cresciuta di sei volte rispetto a prima, hanno riferito al Guardian le principali organizzazioni di beneficenza britanniche. In un gesto di buona volontà, numerosi pub e ristoranti scozzesi hanno iniziato a fornire gratuitamente gli assorbenti, ma finora si è trattato di iniziative individuali e non di un approccio sistemico.

Adesso spetterà ai 32 consigli locali scozzesi stabilire le misure pratiche da mettere in atto per garantire questo diritto, per permettere alle donne di accedere agli assorbenti mestruali in modo “ragionevolmente facile e dignitoso” entro due anni dall’approvazione della legge. In un documento consultivo redatto da Lennon si suggerisce di adottare il sistema già operativo in Scozia per la distribuzione gratuita di preservativi (disponibili in ambulatori medici, farmacie, college e università), ma questa idea per il momento è stata accantonata. Nel disegno di legge, tuttavia, si delinea la possibilità per i ministeri di imporre in futuro l’obbligo di fornire i prodotti mestruali in capo ad altri “specifici enti di servizio pubblico”.

Cos’è la povertà mestruale?

Per povertà mestruale (in aumento) si intende l’impossibilità di permettersi di comprare gli assorbenti e altri prodotti sanitari indispensabili a causa del proprio reddito basso. Dal momento che un ciclo mestruale dura in media 5 giorni al mese, il costo dei prodotti necessari nel Regno Unito può raggiungere anche le 8 sterline al mese – e alcune donne non riescono a sostenere una spesa del genere.

Inoltre, anche quando il diritto di accedere gratuitamente ai prodotti è garantito dalla legge non è detto che lo sia anche nella pratica. Secondo un sondaggio di Young Scot, su più di 2mila donne e ragazze prese a campione, circa 1 intervistata su 4 ha avuto difficoltà in Scozia a ottenere gli assorbenti gratuiti in scuole, college o università.

E nel resto del mondo?

Un certo numero di altri paesi ha già abbassato o eliminato le tasse sui prodotti mestruali, tra cui una dozzina di stati federali negli Stati Uniti e altre nazioni come Kenya, Canada, Australia, India, Colombia, Malesia, Nicaragua, Giamaica, Nigeria, Uganda, Libano e Trinidad e Tobago. Il governo del Regno Unito ha istituito una propria task force sulla povertà mestruale, con l’obiettivo principale di affrontare il problema dello stigma e della scarsa educazione verso il ciclo mestruale, oltre che migliorare l’accessibilità agli assorbenti.

Nel frattempo, l’Italia continua a trattare i prodotti mestruali come beni di lusso e a mantenere l’Iva al 22%.

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