La telenovela della vendita di Tiktok negli Stati Uniti non ha fine

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TikTok logo is seen displayed on a phone screen with ByteDance logo in the background in this illustration photo taken on August 31, 2020 in Poland. (Photo Illustration by Jakub Porzycki/NurPhoto via Getty Images)

L’amministrazione Trump ha spostato, ancora una volta, la scadenza entro la quale le attività statunitensi di TikTok dovranno essere vendute da ByteDance a una società locale. Il nuovo termine, precedentemente già posticipato di 15 giorni, è stato fissato al 4 dicembre. Se entro quella data la vendita non sarà perfezionata TikTok rischia di essere vietata negli Stati Uniti.

Gli attriti tra gli sviluppatori della piattaforma, la società cinese ByteDance, e l’esecutivo guidato dal presidente uscente Donald Trump sono iniziati durante l’estate, quando il magnate ha accusato la app di rubare i dati dei cittadini e firmato un ordine esecutivo per imporre la vendita di TikTok, pena la chiusura entro il 15 settembre.

Da quel momento è incominciato un continuo tira e molla. L’ultimatum è stato continuamente prorogato. Prima al al 12 novembre. Poi di altri sette giorni. E ora al 4 dicembre.

Un compratore ci sarebbe: la società cinese, che pure ha fatto causa al governo a stelle e strisce, ha trovato un accordo commerciale e tecnologico con Oracle e Walmart . Mai stato formalizzato però, poiché le società non hanno ricevuto l’approvazione dal Comitato sugli investimenti esteri negli Stati Uniti (Cfius). Adesso c’è una nuova scadenza ma non è detto, come insegnano le puntate precedenti, che metta una parola fine al braccio di ferro tra Trump, ormai dimissionario, e Tiktok.

 

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