Ripensamenti dopo il Black Friday? Ecco quali sono i diritti su resi e prodotti difettosi

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Photo by Rob Stothard/Getty Images

È ormai arrivato il Black Friday 2020 e nella giornata di oggi (27 novembre), in moltissimi si dedicheranno alle spese online e nei negozi per approfittare degli sconti. Secondo una ricerca recente del gruppo Growth from knowledge, il 61% degli italiani quest’anno farà acquisti durante il venerdì nero e il budget medio si aggira attorno a 210 euro, soprattutto su categorie di prodotti come abbigliamento, elettrodomestici e tecnologia.

Ma se da una parte gli acquisti effettuati durante questi giorni di shopping continuano ad aumentare, dall’altra diventa sempre più ampio anche il numero dei resi, soprattutto per via di spese fatte in modo impulsivo. Ecco allora che ci sono alcuni elementi a cui fare attenzione quando si compra un prodotto e lo si vuole poi restituire perché non funziona o non è esattamente quello che stavamo cercando.

Innanzitutto, secondo quanto previsto dal Codice del consumo, che prevede per i venditori anche multe da 5mila a 5 milioni di euro in caso di violazioni, le aziende, soprattutto per la vendita online, hanno l’obbligo di informare chiaramente su tutte le politiche, le condizioni generali e soprattutto i prezzi di reso. Su quest’ultimo punto, per esempio, una ricerca condotta in occasione del Black Friday dell’anno scorso dal The Journal of Marketing ha evidenziato che le aziende che vendono online garantendo il reso gratuito possono vedere aumentare le vendite fino al 457%, mentre il reso a pagamento porta i consumatori a ridurre i volumi di spesa.

In generale, nel caso di acquisti effettuati in negozio, la politica di reso dipende dalle opzioni previste dall’attività, e si applica in particolare nel caso di un prodotto difettoso o non funzionante. In certi casi può anche essere garantito il cambio merce, in altri casi può essere riconosciuto un buono per nuovi acquisti. Per quanto riguarda le vendite a distanza e online, invece, il consumatore ha sempre il “diritto di ripensamento” che permette al cliente di effettuare un reso entro quattordici giorni dalla data di acquisto, in questo caso si può scegliere o un cambio merce o la restituzione dell’importo speso.

Inoltre, i portali di ecommerce e gli store online possono anche introdurre ulteriori politiche sui resi in favore dei consumatori, come per esempio la gratuità delle spese di spedizione per la merce resa oppure periodi più lunghi rispetto ai 14 giorni standard per la restituzione. Sempre in base a quanto stabilito dal Codice del consumo, poi, nel caso di “non conformità” del prodotto, il cliente è tenuto a segnalare eventuali difetti entro due mesi dalla scoperta del problema, anche in caso di malfunzionamento.

Il venditore, dal canto suo deve garantire la riparazione o la sostituzione gratuita e per due anni dalla vendita è anche tenuto a riconoscere una garanzia legale. Nel caso in cui non sia possibile la riparazione o la sostituzione, poi, il consumatore ha diritto a una riduzione del prezzo.

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